Nella cultura della terra il futuro di Voghiera
L’aglio e il Belriguardo a trainare un vero e proprio distretto capace di sviluppo Masina: «Una modalità di lavoro che metta a sistema le nostre eccellenze»
VOGHIERA. Oltre all’aglio e alla Delizia di Belriguardo c’è di più. C’è un territorio con un ventaglio di perle che se in grado di connettersi e di “dialogare” tra loro potrebbero fare di Voghiera un centro di attrazione più appetibile, dal punto di vista turistico e quindi economico. Tutto si racchiude nel progetto di distretto agro-culturale, il cui sviluppo è tra le deleghe del neo vicesindaco Isabella Masina. «Con questo termine - spiega - vogliamo intendere una modalità di lavoro che riesca a mettere a sistema le eccellenze di cui disponiamo sul territorio: non è facile, eppure solo così riusciremo a fare da traino e presentare un’offerta credibile».
Di distretto agro-culturale si parla da almeno un paio d’anni, quando il tema fu al centro del master Eco-Polis dell’Università di Ferrara. A Voghiera calarono una ventina di studenti provenienti anche dall’estero, seguiti da docenti esperti in economia, urbanistica e programmazione territoriale. Ne seguì una mappatura delle potenzialità locali e una serie di idee di sviluppo concentrate sulla relazione tra l’agricoltura e il patrimonio culturale. A tutti gli effetti un documento corposo «ma non di chiacchiere si tratta - riprende la Masina - e puntiamo alle ricadute pratiche di quel lavoro», la cui parola d’ordine era “accordare un’orchestra di solisti”.
I primi esiti sono stati presentati nel novembre scorso, durante la scorsa edizione di FlorAglio d’Inverno, dalla curatrice Gloria Minarelli. «Intanto - dice il vicesindaco - è stata costituita una rete d’impresa tra i commercianti e le aziende del settore ospitalità, in pratica una rete per la valorizzazione turistica del territorio (denominata Ospitare...te-Voghiera e dintorni, ndr). Ancora poco conosciuta, ma bisogna crederci». Poi al Belriguardo è stata allestita una serie di pannelli che illustrano i percorsi ciclopedonali del territorio e le aziende che vi sono insediate. «Siamo stati inseriti, grazie all’assessore Lupini, nel catalogo internazionale che comprende il tracciato che collega il lago di Garda alla riviera adriatica: la tappa a Voghiera è obbligata», sorride la Masina. Il ruolo del volontariato è importante e la Scuola di musica di Voghenza ha composto la sigla del Comune, suonato in anteprima a marzo dalla Banda filarmonica. Mentre il logo del distretto è già stato registrato.
Passi che possono sembrare piccoli se confrontati alle sfide lanciate dai “cervelloni” di Eco -Polis: investimenti per la trasformazione dell’aglio, introdurre la Fondazione Navarra nel processo di sviluppo locale, multifunzionalià dell’agricoltura (vendita diretta e ricettività. Ma l’orchestra ha iniziato a suonare.
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