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il maratoneta della bici

Altre due imprese per Venerino «Sono libero anche senza ali»

Altre due imprese per Venerino «Sono libero anche senza ali»

«Mi mancano le ali ma mi sento molto libero lo stesso». Venerino Tosini, ardito maratoneta della due ruote, ha mantenuto le promesse macinando, nell’arco di poco più di un mese, altre due “missioni...

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«Mi mancano le ali ma mi sento molto libero lo stesso». Venerino Tosini, ardito maratoneta della due ruote, ha mantenuto le promesse macinando, nell’arco di poco più di un mese, altre due “missioni impossibili” in sella alla sua bici da corsa: a fine maggio la Ferrara-Passo Rolle e appena una settimana fa la Ferrara-Rovigno, in Croazia. Tra paesaggi mozzafiato, cartelli “stregati” («continuavano a indicare 101 km alla meta, sembrava di girare a vuoto»), tunnel pieni di smog («all’andata verso Passo Rolle ho fatto la lunga galleria di 3145 mt: come avere la bocca attaccata a un tubo di scappamento»), cadute rovinose a 40 km all’ora (vicino a Bassano), salite spezzareni e pure il rischio di beccarsi 4mila euro di multa (per avere imboccato per sbaglio l’autostrada da Portorose a Capodistria), Venerino ha portato a termine entrambe le imprese rispettivamente in 17 ore e mezza (la Ferrara-Passo Rolle e ritorno: 439 chilometri) e 30 ore (la Ferrara-Rovigno e ritorno).

Quest’ultima si è conclusa alle 11.45 di domenica 13 luglio, «senza mai essere tradito dalla bici - annota Venerino - e la mia soddisfazione è salita alle stelle». L’andata è stata segnata dalla fortuna: «A Trieste ho incontrato un ciclista che, incredulo della mia avventura, mi ha dato una mano indicandomi il percorso fino a Muggia. Arrivato a Capodistria, una lunghissima salita e poi giù per la discesa dove ho toccato gli 81 km, la bici vibrava tutta». Dopo una coda di 15 km sotto il sole alla frontiera, finalmente Tosini ha raggiunto Rovigno poco prima delle 17 «con la gioia che sprizzava da tutto il corpo». Appena mezz’ora di sosta, e poi la ripartenza. Con qualche inconveniente: «Al canale di Lemme ho sbagliato strada, invece di andare a sinistra ho girato per l’opposta strada e sono entrato in Slovenia, sprecando per 22 km energie e tempo». Secondo intoppo: «Ormai a sera ridiscendendo da Portorose a Capodistria ho imboccato sbadatamente l’autostrada per 5 chilometri». Solo un «atto di compassione» ha evitato a Venerino una multa salatissima. Poi ci si è messa la pioggia, che ha cominciato a scendere prima di Monfalcone continuando fino a Cevignano del Friuli. In mezzo, la tentazione di prendere il treno vinta grazie a un provvidenziale sciopero, così da non scalfire la corsa solitaria. Alle 11.15 l’approdo a Bosaro (Rovigo), paese natìo di Venerino, da 40 anni trapiantato a Ferrara. Che ora si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Sono stato definito ciclista della domenica. A questi rispondo “Io non sono un ciclista mi sento da sempre un nuotatore in mare”, e comunque sia in mare che per strada non si paga nulla». (a.m.)

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