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Un drone complica il viaggio verso Pechino

Fabio Terminali
Un drone complica il viaggio verso Pechino

Il videomaker Gadda bloccato mezza giornata al confine tra Ucraina e Russia «Mi hanno chiuso in una stanza, sono arrivati polizia e servizi segreti»

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UCRAINA. Quando l'avventura si trasforma in disavventura, dai contorni internazionali e militari. Tra terre e nazioni in guerra, sangue e morti. Mirco Gadda, cameraman e videomaker di Telestense, con il suo Land Rover Defender è in viaggio da una settimana verso Pechino. I problemi sono cominciati al confine tra Ucraina e Russia, raggiunto proprio in coincidenza con la terribile esplosione in volo, abbattuto da un missile, dell'aereo di linea Amsterdam-Kuala Lumpur della Malaysian Airlines.

Il ferrarese ha trascorso mezza giornata a rispondere alle domande delle autorità russe: «E tutto a causa del drone - racconta Gadda sul suo blog -, maledetto il giorno a cui abbiamo pensato all’idea di fare immagini suggestive con il drone. Mi hanno chiuso in una stanza, sono arrivati tutti. Servizi segreti, polizia, immigrazione, traduttore e altre figure sinistre». Insomma, un interrogatorio in piena regola: tutti a chiedere con insistenza al malcapitato turista se per caso con l'utilizzo del piccolo aeromobile a pilotaggio remoto avesse captato qualcosa di significativo. Sospettando magari che lo strumento potesse avere finalità militari, in fiancheggiamento al governo ucraino impegnato a combattere i separatisti filorussi.

Di sicuro un'esperienza indimenticabile per Gadda il quale prima di partire era incerto se passare per l'Ucraina, ipotizzando un allungamento del tragitto verso l'Estonia. «Mi hanno assicurato che la situazione si sta tranquillizzando», disse a pochi giorni dal via. I brividi poi sono arrivati. Non lascia spazio a equivoci il commento postato su Facebook venerdì scorso: «Non vedo l'ora di lasciare la Russia». Anche perché poco prima, precisamente a Vorozny, il fuoristrada aveva dato forfait a causa del differenziale centrale rotto: «Sudo ancora freddo - spiega Gadda - ma per fortuna, dopo varie telefonate per il pezzo di ricambio difettoso, ad un ragazzo viene in mente di cannibalizzare il Defender del meccanico in ferie. Detto fatto! Dopo 8 ore in sala d’attesa, con tv al chiodo su telenovela russe. Prima però "pay now" 350 euro. Da!». Sabato la spedizione ha raggiunto il Kazakistan; più avanti, a Tashkent, la capitale del Tagikistan, il dipendente di Telestense sarà raggiunto dalla compagna Francesca Venturi.

Una curiosità: in terra cinese l'equipaggio sarà trasformato in un terzetto in quanto la coppia di ferraresi sarà accompagnata e, diciamo così, "protetta", per volontà di Pechino, da un funzionario che risponde al governo. L'arrivo nella capitale è prevista per il 25 agosto; il ritorno all'ombra del Castello Estense invece, naturalmente contrattempi permettendo, agli inizi di settembre. Dopo aver macinato qualcosa come 30mila chilometri, oltre a tante emozioni, pure quelle che si avrebbero voluto volentieri evitare.

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