Acqua e unioni gay infiammano il consiglio
Fiorentini (Sel) incalza il sindaco: «Registro civile per nozze omosex, nonostante il vescovo»
Se il consigliere di Sinistra ecologia e libertà Leonardo Fiorentini porterà avanti quanto annunciato ieri in Consiglio (durante il dibattito sulle linee programmatiche presentate due settimane fa dal sindaco Tiziano Tagliani) potrebbe aprire qualche “fronte interno” nella maggioranza.
«Chiederemo una commissione che studi un nuovo modo di gestire l’acqua, che è risorsa pubblica non per ideologia ma perché bene primario» ha detto, cogliendo anche un’occasione di ironia coll’assessore alle Partecipazioni Luigi Marattin, con cui sul punto non c’è sintonia. E di fronte allo stesso assessore, che auspica un intervento governativo che obblighi i Comuni a vendere le partecipazioni in settori aperti al mercato, come le farmacie, Fiorentini ha parlato di Afm come di «un bene da tutelare, un’esperienza che ha saputo mantenere un presidio dove m
ai i privati sarebbero arrivati». Capitolo ancora più scottante potrebbe essere, se il consigliere lo aprirà, quello sulle unioni omosessuali: «il matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero sia trascritto nei registri dello Stato Civile, come si fa in altre città – ha invocato –. Nonostante il Vescovo».
Ovviamente prevedibile lo scontento delle minoranze rispetto alle linee guida del Tagliani bis. La capogruppo 5 Stelle Ilaria Morghen ha aperto su social housing, progettazione partecipata e sportello sul finanziamento europeo, ma la relazione del sindaco «tace sull’emergenza scuola d’infanzia» ha attaccato, parlando anche di Ferrara come di «città di criminalità e microcriminalità diffuse», e ribadendo le richieste di «rendere accessibili le stime di diossina e metalli pesanti disseminati in provincia» e di «perseguire una politica di riciclaggio totale che predisponga alla chiusura del’inceneritore». E sul lavoro «il sindaco ha visto una città che non c’è, una sorta di proiezione ideale». Nel suo stile, Francesco Rendine di Giustizia, onore e libertà ha liquidato le linee guida come «un sermone di trenta pagine: per capire quanto poco importi di sicurezza basta ricordare che il sindaco non partecipò al dibattito in Grattacielo. E cosa ce ne facciamo dei Vigili in IV Novembre se da là partono per andare a far multe a Cona?».
Vittorio Anselmi (FI) ha rivendicato di stare già facendo un’opposizione costruttiva, con proposte su Castello e Grattacielo, ma ha pure messo in guardia sull’Università: «il sindaco ha detto che bisogna difenderla, ma anche che 4 in Regione sono troppe. Ecco, Su questo faremo le barricate».
Gabriele Rasconi
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