Gli angeli dei turisti con i defibrillatori
Ogni due postazioni di bagnini si trova questo strumento Bellotti del Cus: «Ma la prima regola è fare attenzione»
LIDO ESTENSI. Da quest’anno su tutto il litorale emiliano-romagnolo è obbligatorio dotare bagnini di defibrillatori, apparecchi indispensabili per salvare chi ha un arresto cardiaco in atto. Già dall’estate 2013 lungo i 25 chilometri della costa comacchiese sono in uso i sette defibrillatori ceduti gratuitamente dal Comune, i quali vanno a sommarsi a quelli acquistati dal Cus Salvataggio s.a.s.
«Abbiamo un defibrillatore ogni due postazioni di salvataggio – spiega Alex Bellotti, responsabile del Cus Salvataggio – e sono davvero strumenti fondamentali per garantire la rapidità di intervento in caso di arresto cardiaco, aumentando le speranze di salvezza, in attesa dell’arrivo del 118. Tutti i bagnini sono addestrati sulle tecniche di primo soccorso, per praticare il massaggio cardiaco – aggiunge Alex -, perché siamo tenuti a frequentare durante l’inverno corsi di Blsd, tenuti da medici soccorritori».
Altra novità di quest’anno è proprio l’addestramento specifico per il soccorso in mare, sovvenzionato dalla Regione Emilia Romagna per tutti i nostri angeli custodi in moscone.
Sono 50 le postazioni di salvataggio gestite dal Cus e 18 quelle della cooperativa Alto Adriatiko, coordinata da Federico Ferro, che opera solo tra i lidi Estensi e Spina. Fra gli errori più banali, ma purtroppo talora fatali che i bagnini riscontrano di sovente ci sono «Lo shock termico, provocato dall’eccessiva esposizione al sole e dai tuffi in mare, quando l’acqua è a temperatura inferiore – ricorda Alex -, mentre c’è chi sottovaluta i rischi di congestione immergendosi in mare subito dopo mangiato o se si è molto accaldati».
Molte le norme da rispettare, tutte ben delineate nell’Ordinanza balneare regionale emanata ai primi di maggio e tra queste vige l’obbligo di non salire sulle barriere frangiflutto, né spingersi oltre per nuotare, andando incontro a sanzioni molto salate se si viene colti in flagranza dalla vedetta della Guardia Costiera.
«Quando usiamo il fischietto per richiamare l’attenzione dei bagnanti indisciplinati, capita che qualcuno ci mandi a quel paese, senza rendersi conto che siamo lì per garantire la loro sicurezza. È il nostro dovere».
Il rispetto degli assistenti bagnanti dovrebbe essere un fatto scontato, un segno di civiltà, che ancora qualcuno si ostina a trascurare, questo pure a discapito della propria vita. In alta stagione, sino alla fine di agosto, gli orari di sorveglianza a mare dei bagnini con il moscone sono i seguenti, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 19.
«Occorre fare attenzione alle maree, che possono variare nel giro di un paio d’ore – conclude Alex –, tenendo ben presente che non è come nuotare in piscina, perché ci sono anche buche oltre alle basse e alte maree.”
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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