L’Europa tra rigore e flessibilità
Il sottosegretario Gozi: novità in vista sul Patto di stabilità
Dal modello emiliano («che non è immutabile») al Patto di Stabilità Europeo e lo scontro in atto tra i falchi dell’austerità (a cominciare dal finlandese Katainen, responsabile dell’Economia della Commissione Barroso,) e i Paesi (Italia e Francia in testa) che invocano maggiore flessibilità.
È stato un dibattito a più dimensioni quello che si è svolto domenica alla festa dell’Unità “Democratika” al Barco e che ha visto protagonisti il sottosegretario alle Politiche Europee Sandro Gozi e l’assessore comunale al Bilancio Luigi Marattin. Entrambi renziani doc, ma il primo fortemente critico sull’austerità a oltranza, il secondo di anima rigorista.
«A fine giugno - ha detto Gozi - sono state fissate delle priorità, e la prima è applicare in maniera favorevole alla ripresa le regole del Patto di Stabilità e Crescita. Noi siamo stanchi di vivere l’Europa nel senso di fare i compiti a casa». Gozi non nasconde la speranza che Katainen non venga riconfermato nella prossima Commissione Junker, puntando sul francese Moscivici. «Di pericoloso - ha sottolineato - c’è solo il perseverare nell’austerità». Da parte sua Marattin, che in qualità di assessore al Bilancio è uso al compito di tenere i conti in ordine, ammette la necessità di rivedere, dopo più di vent’anni, le regole di Maastricht, ma ricorda anche che fu proprio la Germania di Schoeder sottopose il Paese a una cura di “lacrime e sangue” per guarire il grande malato d’Europa: «Oggi in effetti possono dirci ‘l’abbiamo fatto noi, fatelo anche voi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
