Prorogati i manager di Asl e Sant’Anna
Il voto anticipato in Regione si accavalla con la partita dei nuovi incarichi. E l’Anaao va all’attacco del direttore Rinaldi
Le elezioni anticipate in Emilia Romagna, inevitabili dopo le recenti dimissioni del presidente Errani, hanno innescato nell’agenda politica regionale una sorta di ingorgo istituzionale. La scadenza delle urne si è venuta ad accavallare con il giro delle nomine programmate nella sanità. Solo per restare all’interno del perimetro della provincia estense, il 30 settembre prossimo scadranno i mandati dei due direttori generali di Asl e Sant’Anna, Paolo Saltari e Gabriele Rinaldi. Ma a far loro compagnia, nell’elenco degli incarichi da rinnovare, fra la fine settembre e l’inizio ottobre, sono anche il direttore generale dell’Asl di Reggio Emilia (Fausto Nicolini), delle aziende ospedaliere di Parma (Leonida Grisendi), di Bologna (Sergio Venturi) e di Reggio Emilia (Ivan Trenti), oltre al massimo dirigente dell’Istituto di ricerca ortopedico Rizzoli, di Bologna (Giovanni Baldi).
Gli incarichi, lo ha stabilito ieri la Regione, saranno prorogati per tre mesi a partire dall’insediamento del nuovo governo a Bologna «per non assumere ora decisioni - ha spiegato l’assessore alla sanità Carlo Lusenti - che avrebbero impegnato per i prossimi cinque anni la nuova giunta regionale».
Una ri-programmazione che fa slittare avvicendamenti e riconferme verso la fine dell’anno o all’inizio del 2015. Ma non si tratta dell’unico aspetto che andrà probabilmente ad incidere sulle scelte. La riforma della pubblica amministrazione, se andrà definitivamente in porto, potrebbe lasciare il segno sulla lista dei professionisti candidabili perchè pone vincoli anagrafici piuttosto stringenti che potrebbero mettere fuori gioco alcuni direttori oggi in servizio (all’Asl come tra i collaboratori di Rinaldi). Ma anche se il quadro futuro dei vertici delle aziende sanitarie resta per il momento congelato, in vista dell’appuntamento autunnale qualcosa ha già iniziato a muoversi in provincia. L’Anaao, ad esempio, ha alzato il tiro da qualche tempo proprio sullo scranno più alto dell’azienda ospedaliera.
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Ha interrotto le relazioni sindacali, ma ha anche lanciato una campagna contro la chiusura dei posti letto al S. Anna che ha conquistato l’attenzione di tutti i mezzi di informazione. E non solo, visto che proprio per oggi alle 15.30 è stata convocata in Comune dal presidente Alberto Bova la riunione della quarta commissione che ha competenza sulla sanità. Invitati sia Saltari che Rinaldi. All’ordine del giorno, il taglio estivo dei posti letto attuato da entrambe le aziende. In totale quasi 130 posti in meno (77 dei quali a Cona, altri 50 negli altri ospedali della provincia) che si vengono ad aggiungere alle corpose “tosature” andate in porto negli ultimi 2-3 anni (quasi 300 posti in provincia).
L’Anaao-S. Anna anche ieri ha inviato in centro storico un uomo-sandwich che illustra la posizione critica del sindacato medico sulla programmazione. «Negli anni precedenti - spiega l’Anaao - i posti letto al S. Anna e nella provincia erano abbondantemente superiori a quelli attuali», un aspetto non di poco conto - osserva il sindacato - per valutare l’impatto sul sistema e i conseguenti disagi (letti-tampone nei reparti del polo di Cona, allungamento dei tempi per gli interventi chirurgici). «Al S. Anna nel 2011 erano 860 i posti letto - ricorda l’Anaao - e ora sono 710». Nel mirino anche il tasso di occupazione dei posti letto che, «secondo i dati Ocse 2013» non dovrebbe superare «l’85%, così da ridurre le complicanze, mentre il tasso di occupazione al S. Anna è superiore». Sulla «lista d’attesa dei tumori - conclude il sindacato - attendiamo che la direzione generale risponda in modo esaustivo, e non general generico, fornendo la nota della Regione nonché le nostre liste d’attesa rispetto a quelle previste dalla Regione». (gi.ca.)
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