La Nuova Ferrara

Ferrara

i raduni col rosario davanti agli ospedali

«Aborto, noi rispettiamo la legge»

La risposta di aziende sanitarie e Comune all’appello del vescovo

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A Bologna quei raduni durante i quali si recita il rosario si fanno da 15 anni, davanti all’ospedale S. Orsola. «Facciamo vicinanza alle madri in difficoltà, non attacchiamo nessuno, sono le singole realtà ad attivarsi», spiega l’Ufficio stampa della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi. Ma non sono sempre raduni tranquilli, qualche volta è scattata la contestazione di chi li considera invasivi rispetto a scelte intime, personali, sofferte. La presa di posizione dell’arcivescovo Luigi Negri, che ha pubblicamente difeso quelle manifestazioni contro le interruzioni volontarie di gravidanza, ha aperto un nuovo possibile scenario in provincia: quelle preghiere contro l’aborto potrebbero essere recitate davanti a un presidio pubblico come l’ospedale di Cona, di Cento o del Delta. «Abbiamo accolto con piacere il pubblico apprezzamento del vescovo - commenta Andrea Montuschi, responsabile di zona della Comunità - non ho ancora potuto incontrarlo, se e quando l’incontro ci sarà potremmo parlare anche di questo». La notizia ha suscitato qualche imbarazzo a livello istituzionale. Ieri i due direttori delle aziende sanitarie, Gabriele Rinaldi (Sant’Anna) e Paolo Saltari (Asl), non sono andati oltre una risposta secca ed essenziale. «Gestiamo strutture pubbliche che hanno il dovere di rispettare le norme dello Stato e l’interruzione di gravidanza è prevista da una legge dello Stato», hanno rimarcato. «Piuttosto vorrei far notare che l’obiezione dei medici, certamente legittima - ha aggiunto Rinaldi - può causare difficoltà alla gestione del servizio». L’assessore Sapigni ha ricordato che «il servizio pubblico garantisce anche la corretta informazione della persona».

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