Allarme disoccupazione. I giovani i più disperati
Tra i maschi il livello supera il 40 per cento, per le ragazze arriva al 74 per cento Crollo di addetti nel settore edile, timidi spiragli soltanto nel terziario
FERRARA. Dietro a pagine di grafici, tabelle e percentuali sono racchiuse migliaia di vite. Volti, famiglie, imprese, aziende, attività commerciali, attività produttive. È difficile dare un nome a tutti ma i numeri sono impietosi. I preziosi dati del centro studi della Camera di commercio risalgono a marzo. Compongono la foto più aggiornata del mercato del lavoro. Per i maschi il tasso di occupazione è al 66,8%, mentre per le femmine sta al 56,3%; diverse posizioni indietro rispetto al resto della Regione (73%, 59,6%). Il tasso di disoccupazione, questo dato ormai ha fatto il giro del Paese, è passato dal 2,7% del 2007 al 14,2% del 2013. Nel Ferrarese il tasso di disoccupazione maschile ha raggiunto l'11,4%, mentre quello femminile tocca il 17,2%. Anche in questo caso la realtà emiliano romagnola è diversa (7,4%, 9,7%), per non dire migliore. Il grafico che riporta la situazione della disoccupazione giovanile è quasi da brividi: il tasso maschile ha raggiunto il 41,2% (superando sia il dato regionale, 32,9%, sia quello nazionale 39%), mentre quello femminile è quasi a quota 74% (73,9) e anch'esso supera di gran lunga la media.
Preoccupazione e sgomento è stato manifestato non solo dai lavoratori o dagli aspiranti tali ma anche da amministrazioni locali e sigle sindacali. Il quadro territoriale è poco lusinghiero e lo si capisce anche guardando i dati relativi ai vari settori. Nel settore primario, ovvero agricoltura e pesca, solo 8 comuni su 26 hanno registrato un incremento di occupati e non è sufficiente a compensare i cali degli altri territori comunali. Da capogiro sono anche i dati del settore delle costruzioni. Alcuni Comuni hanno registrato una riduzione di addetti delle imprese edili di almeno il 40% rispetto al 2007 e la crescita nel settore ha coinvolto, in maniera lieve, solo tre Comuni della provincia.
Il quadro del settore commerciale appare un po' meno drammatico rispetto ai precedenti; le zone che hanno visto crescere il numero di addetti sono riuscite a fare da traino per le altre. L'unico dato davvero positivo arriva dal terziario, ovvero trasporti, gastronomia, turismo, marketing… Qui i Comuni ferraresi hanno registrato un aumento occupazionale rilevante.
Chi non è cresciuto è rimasto, in linea di massima, stazionario.
Samuele Govoni
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