La Nuova Ferrara

Ferrara

Rogo ex Corte Bianca, nei guai in sei

di Marcello Pulidori
Rogo ex Corte Bianca, nei guai in sei

Copparo, dopo complesse indagini i carabinieri denunciano un gruppo di giovanissimi: tra loro anche 4 minorenni

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COPPARO. Ci sono voluti alcuni mesi ma alla fine gli uomini del capitano Fabrizio Gubbiotti, comandante della compagnia carabinieri di Copparo, hanno chiuso il cerchio sulle responsabilità relative al rogo che il 22 aprile scorso distrusse quasi completamente un capannone all’interno dell’ex Corte Bianca, una fabbrica - oggi ferma - che si trova in via per Guarda. Ad appiccare il fuoco, complice anche la presenza di un impianto elettrico ancora funzionante, sono stati 6 giovanissimi, di cui 4 addirittura minorenni. Tutti sono stati denunciati per concorso in incendio doloso aggravato: i 4 minori sono stati denunciati al tribunale per i minorenni, gli altri due ragazzi - peraltro appena 18enne - risponderanno al tribunale ordinario.

All’epoca dei fatti, anche per la vicinanza di numerose abitazioni, il caso creò una vasta eco in tutto il paese, tanto che i militari iniziarono immediatamente rilievi anche piuttosto complessi per accertare le responsabilità. E sempre quel 22 aprile, dopo che il rogo era divampato, molta fu la preoccupazione tra i residenti. Le fiamme altissime vennero spente dai vigili del fuoco volontari di Copparo con l’ausilio dei colleghi del comando provinciale di Ferrara. Ci vollero oltre 2 ore per domare quelle fiamme che misero sottosopra mezza Copparo. Nonostante l’intervento immediato dei vigili del fuoco, le fiamme distrussero tutta la copertura del grande edificio, provocando ingenti danni. Una colonna di fumo nero molto intensa venne avvistata anche dagli automobilisti che si trovavano quel giorno a transitare nella zona. Va detto che quella che, all’inizio, poteva apparire come una bravata di un gruppo di giovani evidentemente annoiati, ora è diventata qualcosa di chiaramente molto più serio. Sul posto intervennero allora gli stessi carabinieri i quali, resisi conto di quanto avvenuto, iniziarono immediatamente le indagini ed i rilievi e capirono dopo poco la natura doloso del rogo. I carabinieri, nel corso di questi mesi, hanno svolto innumerevoli indagini, anche molto complesse, alla luce del fatto che il capannone ormai da alcuni anni era in disuso. Così, come ieri si è potuto apprendere, che gli stessi accertamenti hanno consentito di raccogliere ulteriori elementi e precisi indizi di colpevolezza a carico dei 6 giovanissimi. Le famiglie dei 4 minorenni rischiano di dover rifondere un danno che si considera molto elevato, mentre discorsi per certi versi analoghi potrebbero riguardare anche le altre due famiglie. Su come effettivamente venne appiccato il fuoco sono, infine, in corso ulteriori verifiche che riguardano anche l’impianto elettrico del capannone che pare non essere estraneo rispetto all’origine delle fiamme, oltre a quanto combinato dai 6 ragazzi denunciati dai carabinieri.

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