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Tagliani: noi, bersagli senza risorse e ricette

Tagliani: noi, bersagli senza risorse e ricette

Il possibile candidato alla Provincia: non ho soluzioni, ecco dieci proposte. Tutti vogliono aiutare le imprese esistenti e cambiare il patto di stabilità

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FERRARA. Con l’intervento del sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, candidato al ruolo di presidente della Provincia, e di altri cinque “colleghi”, chiudiamo il cerchio degli interventi istituzionali sull’emergenza lavoro.

Tiziano Tagliani (Ferrara) «L’invito a noi sindaci a darci una mossa è come l’ennesima puntata del film Caccia al colpevole, così da indicare l’ultima schiena rimasta: quella dei sindaci come bersaglio per il cittadino esasperato ed armato di forcone. Avanti così! Nessuno di noi ha risorse o ricette per invertire il trend economico nazionale. Per quanto mi riguarda, ho proposto nella mia relazione di programma: Sipro soggetto che accompagna nuovi insediamenti; progressiva riduzione del costo della P.A. locale per le imprese per la quale, non a caso, è prevista una delega specifica sulla semplificazione; riconversione delle professionalità in uscita dal mercato del lavoro; connessione tra innovazione-ricerca universitaria e sistema produttivo; petrolchimico come sito insediativo di nuove imprese a costi vantaggiosi; ausilio ai giovani marker nel passaggio dalla creatività all’impresa; adeguamento infrastrutturale anche per l’abbattimento del costo trasporto merci; regia enti-imprese-Unife su Fondi strutturali Europei; collaborazione Cciaa-categorie-enti locali per meglio localizzare le imprese; politiche regionali di riequilibrio. E alla fine ho chiesto idee e suggerimenti».

Antonio Fiorentini (Argenta) «La sofferenza sui dati della disoccupazione ce la trasciniamo da sempre, come territorio. Le risposte devono arrivare da altri livelli, ma certo la filiera istituzionale dei sindaci può giocare un ruolo: individuare le vocazioni della nostra area e puntare su quelle tutte le risorse. L’asse turistico città d’arte-costa coinvolge evidentemente le valli e le zone umide del centro: completare il sistema delle ciclabili e sviluppare, tutti assieme, le potenzialità di questo tipo di turismo è una risposta concreta ai bisogno occupazionali. A livello più generale, ricordo un dato macro di qualche anno fa: il 70% degli investimenti in Italia li fanno gli enti locali. Ora questa risorsa è praticamente azzerata, a causa dei vincoli del Patto di stabilità che impedisce di spendere anche a chi i soldi li avrebbe. Ecco, ridurre questo vincoli avrebbe effetti immediati, come pure ridurre la burocrazia (l’imprenditore deve avere davvero molto coraggio per aprire una nuova attività) e rendere più semplici le norme sul lavoro. Va nella direzione giusta la norma sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione».

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Dario Barbieri (Tresigallo). «Il lavoro è il problema in cui investiamo gran parte delle nostre energie. Tutti i giorni ricevo in ufficio persone che chiedono di lavorare, sono i “nuovi poveri” provenienti da aziende in crisi o fallite, e che spesso si trovano in situazioni drammatiche. Si rivolgono al Comune dicendo di essere disposti ad adattarsi a qualunque mansione, pur di avere un impiego, e lo fanno con grande dignità. Quali risposte può dare l’amministrazione? Nell’immediatezza, ricorrere alle risorse del territorio, come l’indotto artigianale o l’azienda Mazzoni, soprattutto per lavori stagionali. Dal punto di vista strutturale, invece, abbiamo una zona Sipro ancora vergine e ci sono contatti e opportunità per un nuovo insediamento produttivo. C’è un privato interessato a sfruttare le agevolazioni offerte dall’ente pubblico, il punto è ottenere il credito dalle banche. L’apertura di una prima attività rappresenterebbe un esempio e un incentivo per attrarne altre. Tanto più che Tresigallo, con un asilo, una materna e una scuola elementare, è dotata dei servizi necessari per i genitori che lavorano».

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Riccardo Bizzarri (Masi Torello). «Sono d’accordo con i miei colleghi quando dicono che oggi gli spazi di manovra dei Comuni sono ridotti a causa di paletti non solo burocratici, ma concreti, legati alla mancanza di risorse e ai vincoli del Patto di Stabilità. Al tempo stesso una realtà come quella di Masi Torello, pur soffrendo la crisi come tutti, ha il vantaggio di trovarsi nella prima periferia della città e di essere sede di alcune imprese importanti. Anche la vicinanza, quattro chilometri in linea d’aria, con l’ospedale di Cona rappresenta un punto di forza, perché la città ha la tendenza a svilupparsi in questa direzione. Mio compito sarà quello di lavorare in sinergia con la popolazione e gli imprenditori, soprattutto sul fronte della sburocratizzazione e sul sostegno alle aziende, aiutato anche da fatto che chi mi ha preceduto ha lavorato bene con una gestione oculata delle risorse. Un altro fronte su cui lavorare è attrarre nuovi insediamenti; la zona è appetibile dal punto di vista logistico, con strade e collegamenti potenziati grazie alla Provincia. A questo proposito stiamo compiendo qualche studio con il Comune di Voghiera per valutare nuove realtà produttive. In questo un ruolo molto importante è ricoperto anche dai dipendenti municipali e in particolare dalla nuova segretaria comunale, Immacolata Orlando».

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Simone Tassinari (S. Agostino). «La strategia è quella di tenere insieme le categorie produttive e affiancarle per capire i problemi e cercare le soluzioni, ma è complicato trovare gli strumenti efficaci. La nostra zona è caratterizzata da un’intensa attività di ricostruzione post-terremoto, e il Comune è impegnato ad agevolare le imprese che stanno cercando di ripartire, come la Meccanica Benazzi, oppure che intendono ampliarsi, come la Ceramica Sant’Agostino, e al tempo stesso puntiamo ad aiutare quelle in difficoltà. La ricostruzione può rappresentare inoltre un’opportunità, perché consente di rendere le strutture più funzionali e avviare un’operazione di ammodernamento».

Antonio Giannini (Ro). «La crisi è un fenomeno nazionale e gli imprenditori vivono una sensazione di abbandono. Il ruolo della pubblica amministrazione è fondamentale nel raccogliere le loro denunce e segnalazioni, così come nel supportarli nelle pratiche anche banali come l’ottenimento di un’autorizzazione, considerati i troppi vincoli della burocrazia. Non dimentichiamo poi che dal 1º ottobre sparirà la Provincia, e in quest’ambito l’Ente dei Comuni di cui Ro fa parte, rappresenta uno strumento molto importante per rapportarsi con il Consiglio dei 12 sindaci e trovare risposte per il territorio. Quali? Penso al turismo lento legato a cultura, enogastronomia e luoghi bacchelliani, e che ha portato Ro ad avere 60 posti letto. E poi il recupero dell’area ex Bbs, una risorsa per aziende che vogliono investire oppure l’operazione di ripristino di un immobile in piazza Umberto I, che vede collaborare agenzia Sipro e privati per creare un incubatore d’impresa mettendo a disposizione una superficie di 100 metri quadri».

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