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Travolto e ucciso in bici, aveva 20 anni

Travolto e ucciso in bici, aveva 20 anni

Incidente a Cassana: Bruno Ruberto era uscito dalla pista ciclabile e stava attraversando via Modena per tornare a casa

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FERRARA. Viaggiava in bicicletta verso casa, a Cassana, dove abitava in via Montale: Bruno Ruberto, studente di 20 anni, ha attraversato via Modena uscendo dalla pista ciclabile, e in quel punto non troppo illuminato e con la pioggia battente di quel momento, chi arrivava in auto - un ragazzo ventenne come lui - non lo ha visto, non ha nemmeno frenato. I testimoni - automobilisti in transito - hanno raccontato di aver visto volare in alto il ragazzo e la bici, e poi cadere a terra, senza vita.

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Per Bruno non c’è stato nulla da fare, nonostante i vari tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari del 118 che sul posto hanno tentato il tutto per tutto per tenerlo in vita per decine di minuti. Il ragazzo è giunto ormai privo di vita al pronto soccorso del Sant’Anna, dopo le 11.30 di lunedì sera. L’incidente è avvenuto circa un’ora prima, poco prima delle 22.30, nei pressi del cavalcavia dell’autostrada di via Modena, a Cassana. In piena notte gli agenti della polizia municipale che hanno eseguito i rilievi hanno cercato di mettersi in contatto con i familiari, con il fratello rimasto a casa e il padre che invece si trovava giù in Calabria - regione di cui la famiglia è originaria -, per visita ai parenti, avvisandolo che il ragazzo era stato coinvolto in un grave incidente. Poi la corsa verso Ferrara dove ha avuto la notizia della morte del figlio.

Poi dopo i primi rilievi di lunedì sera, ieri mattina, gli agenti dell’Ufficio infortunistica della polizia municipale hanno svolto altri accertamenti di rito per capire la dinamica dello schianto. L’auto che ha investito Bruno Ruberto viaggiava in direzione di Ferrara, mentre Bruno percorreva la pista ciclabile in direzione opposta: dopo averla lasciata, si accingeva ad attraversare la strada, via Modena, per poter imboccare dalla parte opposta via Montale, dove c’è la villetta della famiglia, e tornare a casa.

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In quel momento pioveva, e con la complicità della scarsa illuminazione, il giovane che guidava l’auto non ha assolutamente visto quella sagoma davanti alla macchina: l’impatto è stato violentissimo: sull’asfatto non ci sono tracce di frenata, solo i segni del gesso vergati ieri mattina dalla polizia municipale che indicano il punto di impatto. E da quel punto, bicicletta e ragazzo sono stati catapultati dopo l’urto a decine di metri di distanza. Sulle cause, o meglio sulle responsabilità nello schianto, sono in corso accertamenti: incombenze da affrontare non subito. Inquirenti e polizia municipale, per tutta la giornata di ieri, oltre ad eseguire rilievi e svolgere le pratiche giudiziarie, hanno avuto il compito, di informare i familiari della tragedia: il fratello, il padre Pasquale e la giovane fidanzata che Bruno non ce l’aveva fatta.

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