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Bpvi rimanda Carife a settembre

Bpvi rimanda Carife a settembre

Sorato (Popvicenza): dopo le vacanze l’offerta per la banca ferrarese. Maiarelli (Fondazione): più tempo per le strategie

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Il massimo dell’intensità, la due giorni al “calor bianco” dell’estate Carife l’ha concentrato all’inizio. Tutto quello che poteva succedere prima della scadenze autunnali, di fatto, è capitato ieri, tanto da rendere l’appuntamento di oggi pomeriggio (organo d’indirizzo della Fondazione Carife) sostanzialmente interlocutorio. Ci ha pensato il direttore generale di Popvicenza, Samuele Sorato, a mettere l’impronta su questo segmento di trattativa per decidere il futuro della banca ferrarese. Da Roma, dove si trovava per siglare un importante accordo commerciale, Sorato ha infatti risposto così ai giornalisti che gli chiedevano se Bpvi intendeva rispettare il termine di fine luglio per presentare l’offerta non vincolante su Carife: «Penso che se ne riparlerà dopo le vacanze». A Vicenza attendono, a quanto filtra, un importante documento da parte dei commissari Gianni Capitanio e Antonio Blandini, cioè la relazione tecnico-patrimoniale sul primo semestre 2014. Per poter formulare un’offerta puntuale, è il ragionamento Bpvi, bisogna conoscere nel dettaglio e in maniera più aggiornata possibile le misure vitali di Carife e questi dati non saranno disponibili prima di settembre. Ecco il motivo dello slittamento, che non viene messo in collegamento con altri fattori, tipo il fresco downgrade da parte dell’agenzia di rating Fitch (le operazioni sul capitale faranno salire l’indicatore Cet1 alla rilevante quota del 13,1%) o alla ormai scoperta tattica temporeggiatrice della Fondazione.

Fatto sta che nemmeno a Vicenza si esclude ormai che l’offerta slitti a dopo la diffusione delle “pagelle” europee sulla qualità degli asset della stessa Bpvi, come di altre quattordici banche italiane sottoposte ad esame sulla loro capacità di espandersi e diventare poli aggregatori. «Sarebbe in effetti la conclusione più logica e lineare - interviene subito Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione, che detiene oltre il 50% delle azioni Carife - Già due banche sono uscite dall’asset quality review, e del resto si tratta di un vero e proprio esame: non ci può essere il 100% di promossi. Quindi è bene aspettare e nel frattempo verificare se ci sono partner disposti a condividere con noi un disegno strategico più ampio. Acclarata l’esigenza di passare la mano, è evidente che per noi ferraresi Carife ha un valore straordinario e la ricerca di una soluzione più idonea per lei è doverosa». Oggi l’Organo d’indirizzo dovrà esprimersi su questa linea.

L’altro elemento importante maturato nella giornata di ieri è la conferma che è in dirittura d’arrivo, come in effetti risultava alla Nuova, l’offerta vincolante per la vendita di Commercio e Finanza, la società di leasing napoletana definita dai vicentini «palla al piede» del gruppo. I commissari lo hanno dichiarato ai sindacati nell’incontro che aveva come primo punto all’ordine del giorno l’impatto del piano di risparmi sul personale varato l’anno scorso. L’offerta per C&F è slittata di qualche giorno rispetto alla data indicata inizialmente, che era il 21 luglio, ma è attesa entro la settimana e i commissari sono mostrati moderatamente ottimisti sul contenuto. In sostanza, la cordata acquirente, che secondo quanto rimbalza tra Ferrara e Napoli è guidata da Credito Fondiario (già Morgan Stanley, ora Tages), dovrebbe liberare Carife del peso degli oltre 900 milioni di crediti immobilizzati nel leasing, andando poi a trattare sul livello di svalutazione degli asset deteriorati. In questo caso la banca ferrarese si troverebbe nuovamente appetibile dal punto di vista industriale, anche se dovrebbe probabilmente pagare qualcosa in termini patrimoniali. Non ci saranno, è la garanzia dei commissari, ripercussioni dal punto di vista occupazionale: due terzi dei dipendenti napoletani, 35 persone, saranno trasferiti alla banca. I sindacati si riuniranno stamattina per valutare i dati.

Stefano Ciervo

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