«Carnevale estivo, mistero buffo»
L’Associazione Carristi Centesi dopo il no di Pieve: abbiamo disturbato interessi economici e politici
CENTO. «Il Carnevale d’Estate, una TragiCommedia in tre atti dal finale triste». Con una nota, a tratti ironica ma dal finale alquanto amaro, l'Associazione Carristi Centesi interviene sul «buffo mistero, con risvolti tragici» legato alla fine del Premio Tasi e Barbaspen. Un evento, scrivono i Carristi, nato per «rilanciare il bistrattato centro storico di Cento, ridare luce al tema del carnevale e creare solidarietà tra associazioni carnevalesche centesi e altre, invitate da tutta Italia». Due serate di festa per la città, «un'idea semplice e bella. Ma a Cento passare ai fatti è un’opera ciclopica». E così per i Carristi inizia “la Tragicommedia in tre atti”. Atto Primo – Parliamone. Nell'aprile scorso, l'Associazione scrive il progetto «adattabile a vari budget» e lo consegna al sindaco Lodi che «dopo rinvii e tentennamenti» rimanda alla Pro Loco di Cento. «Il presidente Daniele Rubino, prima chiede il progetto, poi rinvia la discussione in consiglio, poi delega due consiglieri per parlarne...». E i carristi: «Ancora a parlarne? Sì, ok, ma qua il tempo passa». Atto secondo - E venne luglio. «Abbiamo iniziato a pensare: non è che Lodi e Rubino ci stiano un po' prendendo in giro? Finisce che a star ad aspettare loro perdiamo troppo tempo e non si combina nulla!». Dispiaciuti «per il trattamento riservato a Cento», i Carristi si rivolgono alla ProLoco e al sindaco di Pieve di Cento: «Ci ha accolto con entusiasmo, accordandoci la disponibilità a fare la festa a Pieve. Poi un'idea ancora più bella, una festa congiunta, il Premio Tasi e Barbaspén, ad anni alterni di qua e di là dal Ponte». Poi la chiamata del sindaco Lodi, che «anticipa una chiamata a Maccagnani per accordarsi». Scopo, ospitare a Cento «la serata più bella e più grande all'interno della Notte Bianca». Ed ecco che la collaborazione e il ponte culturale e di spettacolo tra i due Comuni, agli occhi dei dell'Associazione carristi, pare fatto: «Ma non era finita…». Atto Terzo – Ma che, scherzate?? Poi la notizia dell'annullamento deciso da Comune, Pro Loco e carristi di Pieve. Motivo. Mancano le condizioni tecniche, economiche e politiche per realizzare un evento come la sfilata estiva. Tradotto dall'Associazione carristi centesi: «Con la proposta di fare una/due serate di festa (non l'Unione dei Comuni), abbiamo disturbato gli interessi economici di qualcuno. E politicamente il partito di entrambi i Sindaci ha messo il veto. A sentir poi Maccagnani pare che con Lodi neanche si siano parlati...». Finale - Morale amara della storia. «Se tanto pandemonio perché un gruppo di cittadini vuole organizzare per una festa per animare il centro storico, cosa succederà per il Carnevale 2015? Ad oggi, nonostante le rassicurazioni di Lodi, ai capannoni (ancora inagibili) nulla si muove. Se il primo settembre non entreremo, non ci sarà più il tempo per fare il carnevale invernale. E chi ci rimetterà, di nuovo e sempre? Chi è il destinatario di questa eterna amara burla? Come al solito, i cittadini. Per l’inettitudine di pochi, ci rimettono tutti». Intanto sulla vicenda, interviene Georges Savignac (FdI -An), per ribadire la richiesta di dimissioni dell'assessore alla cultura Tassinari.
Beatrice Barberini
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