Corsi per chi non studia nè lavora
Proposte in chiave europea per contrastare lo scoramento
Si legge “Garanzia giovani” ma fra le righe c’è scritto “investimenti non per creare posti di lavoro ma per incrementare l’occupabilità giovanile”. Nella pratica, il piano europeo decollato il 1 maggio 2014, si rivolge ai Neet (giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano), e offre loro opportunità quali tirocini (fino ai 24 anni), apprendistati, corsi di orientamento e formazione, mobilità internazionale (fino ai 24 anni), supporto all’autoimprenditoria e incentivi alle aziende. A presentare gli obiettivi della Youth Guarantee ai giovani ferraresi ci ha pensato l’Informagiovani con Simona Mantovani di Italia Lavoro che ieri in Comune ha tenuto una vera e propria lezione sui vantaggi, le procedure per l’adesione e (dopo il dolce, l’amaro) i limiti del Programma.
«Tutto nasce da una raccomandazione del Consiglio Europeo in rapporto alla disoccupazione e allo scoraggiamento “cronico” giovanile – spiega la Mantovani - dall’U.E. sono stati messi a disposizione dei fondi per i paesi membri con un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25% (quello dell’Italia è addirittura al 40%). Si tratta di un progetto innovativo. Per la prima volta tutte le schede degli aderenti viaggeranno su un unico database internazionale».
Sono già 98.000 gli iscritti in Italia. Il problema è che questa coperta ai giovani sta un po’ corta dal momento che i posti accessibili paiono essere solo 3.352 (un miliardo e mezzo per l’Italia, 74 milioni per l’Emilia Romagna). La regione a cui si intende iscriversi per Garanzia Giovani è indipendente dalla residenza o dal domicilio e l’adesione deve essere fatta tramite il portale regionale Lavoro per Te o sul sito www.garanziagiovani.gov.it (l’iter procedurale poi è affidato ai Centri per l’Impiego).
Eleonora Poltronieri
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