Il cracking di Marghera mette in ansia Ferrara
I lavoratori Eni e Versalis: se non riparte entro l’anno ci saranno grossi problemi Gigli (leader Femca Cisl) attacca il piano De Scalzi. Il 29 sciopero e sit in a Roma
Un centinaio di lavoratori Eni e Versalis ha voluto seguire, ieri pomeriggio, l’assemblea indetta da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec per preparare lo sciopero nazionale di martedì 29. Il segretario nazionale della Femca Sergio Gigli ha attaccato le scelte del nuovo amministratore delegato De Scalzi. «Il suo piano, la creazione di un’unica divisione per tutto il sistema industriale, ci fa capire che tutto quello che non fa ricchezza rischia di essere dismesso, e non solo a Gela e Marghera ma anche a Livorno e Taranto. Ora non firmeremo più alcun accordo se non si ripristinerà quanto già sottoscritto». Per martedì, oltre a scioperare fermando gli impianti e a presidiare la portineria, i lavoratori sono invitati ad andare a manifestare coi sindacati a Roma, dalle 15 alle 18 davanti a Palazzo Montecitorio. «Ci hanno dato autorizzazione per 300 persone, ma noi ne stimiamo almeno mille – ha annunciato Gigli –. Abbiamo anche già scritto ai presidenti di tutti i gruppi: alcuni ci hanno già risposto, speriamo che tutti gli altri lo facciano e quindi facciano pressioni sul Governo per aprire un tavolo serio».- Un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico è in realtà già fissato per il giorno dopo, mercoledì 30, ufficialmente per parlare solo della situazione di Gela, in Sicilia, ma già al termine dell’assemblea di ieri Gigli ha annunciato che l'incontro si prolungherà per discutere anche di Marghera. A preoccupare in particolar modo, come è emerso dai non pochi interventi di Rsu e lavoratori, è proprio il rinvio a data ancora non specificata della ripresa del cracking nel Polo chimico veneto. «Se non ripartirà entro l’anno ci saranno grossi problemi» ha detto ad esempio Verri, mentre Osti ha ricordato che «De Scalzi è stato messo lì da Renzi» e che, visto il Fiscal Compact e visto che i dividendi Eni sono «tra i principali finanziamenti del Governo, mi sembra che vogliano creare una bad company per tagliare così i rami secchi». Per Campanini quello di non rimettere in moto il cracking «è un progetto studiato da tempo: che le autorizzazioni ambientali per le caldaie fossero in scadenza – motivo ufficiale dell’interruzione, ndr – si sapeva da anni» mentre il giovane Boldrini ha raccontato che, nei suoi quasi quattro anni di lavoro lì, ha visto perdere «il Centro ricerche Basell, Cmg, Idromacchine e Coopser. E oggi di quattro impianti Versalis ne funziona uno, e in questo due linee su tre». Anche il segretario generale Cgil Raffaele Atti ha parlato di un amministratore delegato «che converge con una politica governativa che vuole valorizzare finanziariamente Eni: dunque le azioni devono crescere in fretta di valore. Ora, se non ci sarà un rientro del cracking in tempi rapidissimi verranno meno molte iniziative che abbiamo assunto su questo sito». Sabato è previsto un incontro coi parlamentari ferraresi.
Gabriele Rasconi
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