La Fondazione lascia libero Palazzo Crema
Uffici da trasferire, edificio affittato o venduto. Il presidente: sulla banca c’è piena sintonia
«Piena sintonia con quanto indicato dal consiglio di amministrazione». È questa la dichiarazione di Riccardo Maiarelli al termine della riunione dell’Organo d’indirizzo della Fondazione, che doveva valutare anche senza voti finali la linea impostata dal presidente e dagli altri consiglieri sulla trattativa Carife e l’offerta in arrivo da Popvicenza. In sostanza, via libera alla ricerca di altre offerte, da parte dell’advisor Vitale e associati, operazione facilitata dall’orientamento vicentino di rinviare la presentazione dell’offerta all’autunno: qualche interessamento c’è, ma le altre banche vogliono attendere l’esito dell’asset quality review della Bce. Resta la difficoltà ad ottenere da Bankitalia i dati sull’andamento della banca, evidenziata da Maiarelli, oltre all’incognita sull’orientamento dell’istituto di vigilanza nei confronti di eventuali altri concorrenti a Carife.
L’altro argomento all’ordine del giorno era il futuro di Palazzo Crema, la sede della Fondazione: oltre 2.000 metri quadrati acquistati negli anni d’oro dal Comune, e oggi decisamente sovradimensionati e insostnibili dal punto di vista gestionale. Gli uffici della Fondazione si sposteranno in una sede più adeguata, ha rivelato il presidente, lasciando così libero l’intero complesso per una valorizzazione che passi attraverso la vendita (difficile con questi chiari di luna) o l’affitto anche parziale. Ci stanno lavorando le agenzie, e sul possibile utilizzo si sono espressi diversi soci. L’idea più affascinante è di trasformare Palazzo Crema in un polo museale o convegnistico, ma servono soldi che ora non ci sono, oltre ad un progetto plausibile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
