Oggi perdiamo 6 posti e domani?
Cgil e Cisl contro l’Asl: il volontariato non deve sostituire il lavoro
«Se oggi i lavoratori a rischio sono sei, un domani possono diventare dieci o venti e noi come sindacato non vogliamo che accada». Francesca Battisti e Cristiano Zagatti, entrambi Cgil, si trovano insieme a una trentina di lavoratori davanti alla sede Asl di Ferrara in via Cassoli. Ieri il presidio è cominciato intorno alle 8 e proseguito fino a metà mattinata. Alle 9,30 una delegazione è salita per presentare il problema in direzione generale. «Siamo tutti qui, tutti tranne gli addetti che in questo momento si trovano sulle ambulanze – proseguono i sindacalisti – L’azienda non ci ha coinvolto in questo percorso, siamo stati avvisati la settimana scorsa, a cose fatte e questo non ci sta bene. Siamo qui per contrastare questa scelta». L’azienda Ausl di Ferrara ha deciso di riorganizzare i propri trasporti infermi su ambulanza. Oggi quei trasporti sono assicurati da personale dipendente di una cooperativa ma dal primo agosto verranno gestiti tramiti associazioni di volontariato, determinando la perdita dei posti di lavoro ed una commistione tra ruoli di natura diversa: lavoro e volontariato. «Se dovesse passare questa logica – continuano – allora il volontariato potrebbe sostituire il lavoro dipendente. Oggi potrebbe toccare ai trasporti ordinari e domani all’assistenza. Non si può procedere con una logica di risparmio a discapito di ore e posti di lavoro». Tutte le lavoratrici e i lavoratori in divisa consegnano volantini ai passanti. In bici, in auto, a piedi; fermano tutti. Sui fogli sono elencati i punti della protesta e un disegno che parla chiaro: una tomba con scritto “Rip lavoro pagato».
Nel comunicato diramato nei giorni scorsi da Cisle e Cgil, le due sigle sindacali che hanno indetto la manifestazione, si legge che quella avanzata dalla direzione dell’Asl è “un’idea pericolosa, che in nome del risparmio economico fa arretrare ancor di più il perimetro del lavoro”. “Siamo – si legge nel testo – oltre il dumping salariale, siamo alla cancellazione di posti di lavoro regolari, trasformando attività istituzionali (trasporto dei pazienti da e per le strutture sanitarie) in attività “complementari”. Siamo alla eliminazione dei posti di lavoro e alla derubricazione a attività volontaria e quindi libera e non retribuita”.
Samuele Govoni
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