Rintracciato grazie al Dna nei guai per ricettazione
Codigoro, il 28enne aveva forzato un posto di blocco vicino a Pordenone Dalle indagini dei carabinieri quell’auto è risultata rubata nel 2012 in paese
CODIGORO. Le investigazioni scientifiche e tutto il bagaglio di conoscenze che queste comportano, ormai lasciano poco spazio alla casualità ed è sempre più difficile, per fortuna, delinquere. L’ennesima dimostrazione viene da quanto accaduto negli ultimi mesi, vale a dire le lunghe e complesse indagini svolte dai carabinieri di Comacchio che hanno consentito di denunciare per ricettazione un 28enne di origine albanese, T.E. . L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli stessi militari, grazie ad accertamenti condotti anche su campioni di materiale biologico e analizzato poi dal Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) di Parma, non si è fermato ad un posto di blocco dei carabinieri a Sacile, in provincia di Pordenone. In questa occasione il giovane forzò l’alt dei carabinieri e fuggì. Da questo fatto, avvenuto l’1 ottobre 2012, è conseguita la complessa indagine che ha portato alla identificazione e successivamente alla denuncia dell’albanese. Sta di fatto che, dagli stessi esami ed accertamenti svolti sull’auto e sul materiale biologico disponibile, i carabinieri hanno accertato intanto che l’auto - una Mercedes classe A - è risultata rubata l’11 settembre sempre del 2012 a Codigoro. L’auto, che è stata già consegnata alla proprietaria, è infatti di una donna che risiede a Codigoro. Gli investigatori non hanno la certezza che sia stato l’albanese a compiere il furto, tanto che il 28enne è stato denunciato per ricettazione; quel che appare certo difatti è che utilizzava un’auto rubata. Sta di fatto che la stretta collaborazione tra i carabinieri di Comacchio - in particolare della stazione di Codigoro - ed i colleghi di Sacile ha chiuso il cerchio della vicenda, identificando l’uomo e rendendo così possibile la sua denuncia per ricettazione.
C’è da aggiungere che sono in corso ulteriori accertamenti degli stessi militari per verificare l’eventuale presenza di complici.
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