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Tre badanti per un solo quartiere

Tre badanti per un solo quartiere

Il progetto Portierato Condiviso: mutuo aiuto e lotta al sommerso

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All’apparenza, è un piccolo e normale appartamento di via Foro Boario quello dove sono andate a convivere ieri tre signore straniere provenienti dall’esperienza della “Casa di accoglienza Nadiya” (via Frescobaldi). D’ora in poi, queste donne condivideranno i costi di gestione della casa, e si metteranno al servizio delle famiglie del quartiere.

Si chiama “Progetto Portierato condiviso” e prevede l’ accompagnamento dell’associazione Badanti Nadiya nella prima fase, e un proseguimento in quella successiva, verso l’indipendenza e l’autonomia economica. Roberto Marchetti,presidente dell’associazione, spiega nel dettaglio il progetto: «Il nostro tentativo è di stabilire un rapporto diretto tra l’utente e il richiedente, aiutando allo stesso tempo due categorie di persone appartenenti alle fasce più deboli della società, e cioè gli anziani e gli stranieri. Ma non solo, è anche un modo per non creare episodi di lavoro in nero: la famiglia che richiede assistenza avrà infatti la possibilità di acquistare i voucher Inps comodamente, anche in tabaccheria, e potrà inserire la spesa nella dichiarazione dei redditi. D’altra parte, le lavoratrici avranno la possibilità di versare i contributi per i fondi pensionistici, e il tutto avviene in maniera diretta, senza necessità di mediazione, all’unica ma necessaria condizione che tutto questo rimanga una collaborazione occasionale». È un modo innovativo per darsi reciproco aiuto, ci sono tanti piccoli lavori e necessità che si realizzano a livello episodico e saltuario, e che richiedono l’assistenza di persone di fiducia, dall’andare dal medico per una visita alla pulizia della casa, ma anche allargando il discorso alle necessità delle famiglie, non solo degli anziani, ad esempio il baby sitting per chi ha bimbi piccoli. «Ciò che ci ha spinto è stato l’esempio francese, dove sono parecchio all’avanguardia riguardo l’assistenza domestica. Noi tentiamo una nuova via per aiutare chi si mette a disposizione della comunità e chi ha bisogno di essere aiutato: se il quartiere risponderà in maniera positiva e il progetto funzionerà, dopo un anno le conviventi continueranno il loro percorso in maniera autonoma» ha concluso Marchetti. All’ianugurazione sono intervenute la presidente dell’Asp Paola Boldrini e Chiara Sapigni, assessore comunale.

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