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È Malaguti il segretario dei Democratici poggesi

È Malaguti il segretario dei Democratici poggesi

Chiaro responso delle urne al congresso: 137 voti contro i 31 della Ambrogiani «Ci rimettiamo al lavoro, il Pd non è un insieme di correnti», dice il neoeletto

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POGGIO RENATICO. È Pino Malaguti il nuovo segretario del Partito democratico poggese. Al congresso svolto giovedì sera al parco I Maggio ha superato nettamente nelle urne Marta Ambrogiani: 137 voti a 31, in termini percentuali 81,6% a 18,4%. Buona la partecipazione degli iscritti: su 273 si sono presentati al seggio per votare in 168, pari al 61%. «Significativa questa nutrita presenza in un momento cosi doloroso per il Pd di Poggio Renatico che celebra il proprio congresso a poca distanza dalle amministrative dove abbiamo perso il Comune», ha detto aprendo i lavori il reggente Luigi Vitellio.

Lo spettro del 25 maggio, quando la lista di centrosinistra prese meno voti di quelli avuti dal Pd alle europee, aleggiava per tutta la sala. Era però anche evidente la voglia di rialzarsi in fretta e puntare alla riconquista della guida del Comune tra cinque anni. Nell'illustrare il proprio programma Marta Ambrogiani ha puntato molto sul rinnovamento, il coinvolgimento dei giovani e il ritrovare cuore e entusiasmo per fare politica anche all'esterno. Pino Malaguti ha insistito molto sull'importanza dell'unità di partito e che il Pd è uno solo, non un'insieme di correnti o gruppi. Dall'applausometro, al termine degli interventi, si è capito subito che il vincitore sarebbe stato Pino Malaguti. Sono stati una dozzina gli interventi dei presenti, nel corso del dibattito, e in diversi casi i toni sono stati alti e accesi ma sempre improntati al rispetto ed alla correttezza. «Il messaggio di questo congresso - ha spiegato il segretario provinciale del Pd Paolo Calvano - esprime chiaramente la voglia di ripartire dopo la delusione dall'aver perso il Comune. Sono convinto che con questo spirito il nuovo segretario, agendo senza casacca o schieramenti di appartenenza, riuscirà a creare l'alternativa per ritentare la conquista del Comune tra cinque anni».

Malaguti ha ricevuto subito i complimenti dall'altra candidata Marta Ambrogiani. Il direttivo sarà composto da 12 componenti e, in base alle percentuale di voti ottenuti dalle due liste, 10 andranno alla lista del segretario eletto e due all'altra lista contendente. «Ci mettiamo subito al lavoro - ha ribadito Malaguti - e dobbiamo cominciare a discutere e confrontarci nel direttivo e con tutti gli iscritti e simpatizzanti. Ci confronteremo sulle idee e senza pregiudizi». Soddisfatta anche chi ha perso la corsa alla segreteria. «Sono partita - ha ricordato la Ambrogiani - che ero una perfetta sconosciuta. Considero quindi un successo essere riuscita ad entrare nel partito non con un piede ma con due». Mentre l'assemblea si scioglieva diversi iscritti continuavano a parlare degli errori che hanno portato alla perdita del Comune. Servirà tempo per rimarginare la ferita. (g.b.)

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