«Non tocca a noi pulire la strada»
Commercianti e commesse di Bersaglieri del Po e dintorni protestano: «Ma dopo la lettera dei 43 oggi non c’è sporco»
«Stranamente questa mattina sono passati. Evidentemente la lettera gli ha dato fastidio e hanno deciso di attivarsi. Meno male, speriamo che non si tratti di un semplice interesse estemporaneo ma che diventi una pratica costante perché non fa parte delle nostre mansioni pulire la strada». In via Bersaglieri del Po inizia ad esserci un po’ di vita intorno alle 9. Quando le prime saracinesche dei negozi cominciano ad alzarsi.
In linea di massima i commercianti aprono i battenti e danno il via alla giornata intorno alle 9,30 ma una mezzoretta per sistemare e riassettare lo spazio ci vuole: «Specialmente se gli addetti non passano a pulire la strada». Nei giorni scorsi 43 commercianti di via Bersaglieri del Po e via Canonica hanno sottoscritto una lettera in cui lamentano la scarsa pulizia delle due vie da parte di Hera che, a detta loro, non si fa vedere. «Io arrivo ogni mattina alle 6,30 – afferma una barista – e a parte un paio di volte non ho mai visto gli operatori passare a pulire la strada. È un comportamento scorretto, speriamo che dopo questa lettera le cose cambino».
Bersaglieri del Po, la via dei negozi, delle boutique, è situata proprio in centro storico. L’area pedonale frequentata da cittadini e turisti versa, secondo i commercianti, in uno stato spesso indecoroso. «Non è possibile che al mattino tocchi a noi negozianti pulire il pezzettino di strada davanti alla vetrina. Il problema è reale, sentito e generalizzato – continua un’altra – altrimenti non avrebbero firmato 43 esercenti. Ogni giorno usciamo con scopa e straccio per pulire e francamente, in considerazione anche delle salate bollette pagate, siamo stanchi».
Le deiezioni dei cani sarebbero il problema maggiore, insieme a mozziconi di sigarette, cartacce e rifiuti gettati qua e là per mancanza di cestini. «Non è colpa degli animali, è colpa dei padroni che lasciano che il loro cane faccia i bisogni davanti alle nostre vetrine. Vorremmo che gli operatori passassero con una frequenza maggiore perché ce n’è bisogno. Io – - spiega Eleonora, una delle commesse costrette agli extra – sono qui da circa cinque anni e la situazione è uguale da sempre. L’intervento di Hera qui, rispetto ad altre vie è limitato».
Anche Elena, un’altra delle lavoratrici del mondo dell’abbigliamento, verso le 9,15 esce dal negozio con scopa e paletta: «Oggi è più pulito del solito: si vede che sono passati. Ogni mattina pulisco l’area che compete al negozio, è una questione di decoro. Qui passano anche molti turisti, che immagine daremmo della città se lasciassimo la via in cattive condizioni?».
Insomma, i commercianti sembra che lottino a spada tratta per essere maggiormente considerati dagli operatori ecologici che, a loro volta, ribattono sostenendo di adempiere al proprio dovere.
«Se lo facessero realmente – chiude una negoziante che lavora in via Bersaglieri del Po da oltre vent’anni – non avremmo scritto la lettera e non li avremmo chiamati svariate volte. Non ci piace lamentarci senza motivo; le cose devono cambiare».
Samuele Govoni
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