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Brusco stop per la festa della Lega

Brusco stop per la festa della Lega

Annullati causa maltempo i restanti due giorni dell’iniziativa

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DIAMANTINA. E’ già finita, dopo un solo giorno, la festa provinciale della Lega Nord di Diamantina. L’organizzazione si è trovata costretta suo malgrado ad annullare le restanti due giornate in calendario, quella di ieri e di domani, della manifestazione di partito. Il tutto a causa dell’impraticatibilità... del prato in cui la festa doveva proseguire, vista l’abbondante pioggia caduta ieri. «Prato completamente allagato», è stata la constatazione e la decisione dello stop è stata assunta a stretto giro di posta. «Stiamo cercando di riorganizzarci per poter realizzare la festa nei prossimi fine settimana, con ospiti importanti del nostro movimento», hanno fatto sapere dal Carroccio, che spera di portare alla Diamantina il segretario federale Matteo Salvini. Nel frattempo, annullato quindi l’arrivo, previsto per ieri, di Umberto Bossi e la cena offerta a cassintegrati ed esodati per oggi.

Venerdì sera, intanto, alla festa c’erano il segretario regionale Fabio Rainieri e il sindaco di Padova, Massimo Bitonci. Il primo trova analogie tra la recente vittoria elettorale del secondo e quella di Alan Fabbri a Bondeno nel 2009, «ci voleva un tipo come lui per candidarsi in una città simbolo del centrosinistra, come Padova, e vincere al secondo turno. Vuol dire che la persona conta più di qualsiasi cosa». Mentre Fabbri a maggio ha rivinto la sua scommessa: «Nessuno pensava cinque anni fa che si potesse vincere con un candidato della Lega - dice Rainieri - e quest'anno avete visto com'è andata: sembrava di essere in Bulgaria, viste le percentuali. Se smettiamo di litigare tra noi possiamo fare grande cose». La Lega conta di farle quando si voterà per rimpiazzare Errani in Regione: «Non ci tireremo indietro - dice Rainieri - e tutti coloro che vorranno convergere sul nostro programma e il nostro candidato sono ben venuti. Abbiamo un progetto: governare come nelle due regioni dove amministriamo».

«Alla vittoria ho sempre creduto - ammette Bitonci, alla prima uscita dopo il voto, introdotto dal segretario provinciale leghista Fabio Bergamini-. Ci voleva un matto per rinunciare al ruolo di capogruppo al Senato, per provare a fare il sindaco di Padova. Ma questo è l'unico ruolo che avvicina l'amministrazione alla gente». Bitonci, attaccato per un tweet sul crocifisso in luoghi pubblici, spiega il suo "no" al prefetto per l'arrivo dei profughi, «perché al 90% sono clandestini. Voglio tutelare la nostra tradizione e religione, mentre la prima cosa che ho fatto è tagliare le due auto blu e le indennità». Un saluto infine a Matteo Salvini, «senza il quale non saremmo usciti dalle sabbie mobili».

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