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«Era un ragazzo d’oro» Commozione per Bruno

«Era un ragazzo d’oro» Commozione per Bruno

Il padre Pasquale: grazie a insegnanti e amici, ma nessuna autorità ha chiamato La fidanzata Chiara: avevamo un futuro che ci aspettava, me lo dicevi sempre

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Che cosa resta del futuro, dei sogni, dei progetti e della vita che Bruno Ruberto aveva immaginato? Se lo chiedono in tanti. Il padre, i parenti, la fidanzata, gli amici, i conoscenti, che ieri hanno affollato la chiesa S. Agostino di via Mambro per dare l’estremo saluto al ventenne morto lo scorso lunedì in un tragico incidente stradale consumatosi in via Modena, cercano risposte. Bruno è stato investito da un auto mentre tornava a casa in sella alla sua bicicletta. «Era un ragazzo d’oro», ripete il padre Pasquale che siede con i parenti più intimi nelle prime file della chiesa. A dar forza alla sua affermazione ci sono decine e decine di giovanissimi arrivati per dare a Bruno l’estremo saluto.

«Sono venuti tutti quelli che lo conoscevano, anche i suoi ex insegnanti, dalle elementari alle superiori. È un gesto che ho apprezzato moltissimo», dice il padre a cerimonia finita. «Allo stesso modo mi è dispiaciuto molto non vedere nessun rappresentante delle istituzioni. È morto un ragazzo di vent’anni che apparteneva a questa comunità e che ha perso la vita tragicamente in un incidente di cui non ha avuto colpe. Non ho ricevuto nessuna chiamata, nessun messaggio di condoglianze e – afferma Pasquale – questo mi ha fatto male».

Sulla bara bianca oltre ai fiori sono stati appoggiati due guantoni da box. Da un anno Bruno faceva pugilato e gli piaceva. «Era buono, riflessivo, silenzioso... Come avrebbe potuto diventare un pugile?”, chiede scherzosamente don Domenco Bedin, anch’egli presente alla cerimonia. «È diventato grande presto Bruno. Aveva dovuto affrontare la perdita della madre e assumersi le proprie responsabilità. Si era fatto carico di tante cose senza mai tirarsi indietro. Spero – dice il parroco don Michele Zecchin – che ora sia in cielo accanto alla sua mamma e che da lassù preghi per tutti noi». Terminata l’omelia sull’altare sono saliti alcuni amici di Bruno e la fidanzata Chiara: «Avevamo un futuro che ci aspettava, me lo dicevi sempre – afferma la ragazza che trattiene a fatica le lacrime – Grazie per tutto l’amore che mi hai dato, rimarrà per sempre». Un amico ricorda Bruno revocando un episodio scherzoso: «Avevamo fatto una scommessa, ricordi? Che per tutta l’estate avrei indossato una maglia a maniche lunghe… Non ho intenzione di dartela vinta. Bruno, per me sei stato un fratello. Nessuno ti dimenticherà mai». Tutti hanno ricordato con parole di affetto sincero l’amico scomparso e insieme hanno poi accompagnato il feretro al cimitero di Porotto. .

Samuele Govoni

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