L’estate pazza contrae i consumi di frutta e verdura
L’estate pazza è già costata al sistema economico italiano oltre un miliardo di euro per colpa del maltempo che ha sconvolto soprattutto le attività turistiche e quelle agricole ma ha anche cambiato...
L’estate pazza è già costata al sistema economico italiano oltre un miliardo di euro per colpa del maltempo che ha sconvolto soprattutto le attività turistiche e quelle agricole ma ha anche cambiato le abitudini stagionali degli italiani a tavola. È quanto stima la Coldiretti che evidenzia anche la beffa di una stagione piovosa che ha fatto crollare i consumi di frutta e verdura alimentando una spirale negativa tra consumi e deflazione che sta mettendo a rischio le imprese. Gli effetti si fanno sentire anche sulla produzione agricola con i prezzi che all’inizio di luglio, secondo l’Ismea, si sono attestati mediamente sui 43 centesimi al chilo, perdendo oltre il 34% rispetto al 2013, mentre va ancor peggio per i prezzi all'origine delle nettarine, scesi mediamente a 0,46 euro al chilo con riduzioni anche del 40% sul 2013. E la situazione è peggiorata e si è estesa ad altre coltivazioni come le susine, i meloni ed i cocomeri con quotazioni che - denuncia Coldiretti - non consentono neanche di coprire i costi di raccolta. Gli agricoltori Coldiretti sono impegnati in una mobilitazione nei confronti dei consumatori per uscire da questa situazione insostenibile e dare a tutti la possibilità di consumare la componente più importante della dieta estiva degli italiani, in un Paese come l’Italia che è leader europeo nella produzione. Coldiretti presenterà al governo una serie di proposte per interventi che diano al settore migliori prospettive: una corretta riconversione varietale; il coordinamento unico per l’immissione del prodotto sul mercato; la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata e maggiori controlli sul rispetto delle norme di commercializzazione e sui prodotti di importazione, troppo frequentemente spacciati per italiani. (a.t.)
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