Porteremo una bici bianca a Cassana: basta morire così
Ancora una volta un ciclista perde la vita, ancora una volta dobbiamo piangere una morte inutile. L'incidente stradale occorso a Bruno Ruberto a Cassana, allunga la triste lista di ciclisti e pedoni...
Ancora una volta un ciclista perde la vita, ancora una volta dobbiamo piangere una morte inutile. L'incidente stradale occorso a Bruno Ruberto a Cassana, allunga la triste lista di ciclisti e pedoni che perdono la vita sulle strade urbane di questa città. Mercoledì 6 agosto, come Fiab Ferrara promuoveremo un corteo in bicicletta che, partendo da piazza del Duomo alle ore 21.30, arriverà alla ciclabile di Cassana. Nei pressi dell'incidente sarà deposta una bici bianca, una ghost bike, a testimonianza e ricordo della morte di un ciclista e come silenziosa richiesta di messa in sicurezza della strada. Non vogliamo intervenire sulla dinamica dell'incidente o additare colpevoli, sarà compito della Polizia Municipale e della Magistratura accertarne le cause. Noi, come Fiab Ferrara vogliamo sottolineare la debolezza di ciclisti e pedoni sulle nostre strade; chiediamo che non sia più rimandabile, da parte degli enti competenti, l'adozione di soluzioni radicali e coraggiose che mettano il più possibile sullo stesso piano tutti quelli che utilizzano la strada, indipendentemente dal mezzo che usano.
La decisione da prendere deve essere sostenuta con forza: gli utenti della strada devono avere la precedenza in modo inversamente proporzionale alla loro potenziale pericolosità; le auto che circolano negli abitati devono andare a velocità ridotta, eviteremo in questo modo che chi guida faccia danno agli altri e a se stesso. Per una casuale circostanza nell'incidente di Cassana, investito e investitore hanno la stessa, giovane, età.
Per citare un Paese vicino a noi, che sulla sicurezza ha investito già da molti anni, in Germania le zone 30 non sono solo nei centri storici, ma anche nelle zone residenziali periferiche, e i tedeschi non si limitano a mettere cartelli, ma installano dissuasori che obbligano a rallentare e come ultima modalità di "convincimento" appioppano sanzioni salate e soprattutto le fanno rispettare, senza sconti o bonus all'italiana. Per tornare all'ultimo e drammatico caso di Cassana, la zona interessata dista 3 chilometri dalle mura cittadine, percorrere quei pochi chilometri a velocità sostenuta può far guadagnare alcuni minuti, ma aumenta in maniera esponenziale la possibilità di distrazione e quindi di incidente. La strada provinciale 69 attraversa oggi un'area residenziale ad alta densità abitativa, occorre tenerne conto in modo prioritario. Basta! Ribadiamo che circolare in modo corretto deve essere una regola per tutti: automobilisti, ciclisti, pedoni; le responsabilità personali ci sono sempre, ma devono essere distinte dalle cause oggettive, una strada poco sicura, non illuminata adeguatamente, o che di fatto permette velocità non idonee per la presenza di abitazioni, scuole, curve pericolose, deve avere una velocità di percorrenza bassa, deve avere tutte le sicurezze che possano garantire a tutti di muoversi in libertà. La provinciale 69 presenta diverse potenziali situazioni di pericolo per gli utenti deboli, occorre un progetto complessivo e non soluzioni tampone che, tardivamente, arrivino dopo che ci è scappato il morto.
Come Fiab Ferrara diciamo basta a queste morti assurde, basta a giustificazioni che indichino come inevitabile o colpa del fato un incidente come quello di Cassana. Dover deporre un'altra ghost bike sulle strade ferraresi è un fatto che ci addolora e ci fa vergognare. Ferrara non deve solo essere "città delle biciclette", ma "città dei ciclisti" o se si preferisce "città della mobilità sostenibile, per tutti".
Direttivo Fiab Ferrara
Amici della Bicicletta
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