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«Alleanze, il sindaco non decida da solo»

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Affondo di Anselmi (Forza Italia): scorretto firmare accordi a consiglio comunale chiuso, su sanità e Unife serve discutere

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«Caro sindaco, non puoi decidere da solo il futuro di questo territorio». È questo il messaggio che dall’opposizione di centrodestra arriva a Tiziano Tagliani, dopo la firma dell’atto che sancisce l’alleanza di area vasta con Bologna, Modena e Reggio Emilia. Sanità, con la Scuola di medicina in primo piano, università, fiere, infrastrutture, fondi europei, camera di commercio: c’è dentro tutto, potenzialmente, in questo accordo che orienta il Ferrarese verso il centro Emilia, dirottandolo dall’asse del Po e del Delta. E a Vittorio Anselmi, capogruppo di Forza Italia e principale antagonista di Tagliani alle recenti amministrative, appare «molto scorretto aver dovuto leggerlo sui giornali, a consiglio comunale appena sospeso per la pausa estiva. Tagliani ha bisogno di un bagno di umiltà, non sono argomenti questi che possano essere sottratti ad un approfondito dibattito tra tutte le componenti interessate. Prenda esempio da quanto sta facendo Paolo Govoni sul fututo della Camera di commercio». All’obiezione che il sindaco non aveva certo nascosto la sua intenzione di puntare sull’asse bolognese, in sede di dichiarazione programmatica in consiglio comunale, Anselmi s’infervora ulteriormente: «Intanto qui non si parla più solo di Bologna, ma anche Modena e Reggio. E poi Tagliani in quella circostanza parlò solo di un orientamento, salvo poi firmare qualche giorno dopo atti evidentemente già preparati. Mi rammarico di aver accettato l’accorpamento del dibattito programmatico con quello del Dup, così i tempi per esporre dubbi e alternative sono stati limitati».

L’ex candidato sindaco, che si riserva di chiedere un dibattito consiliare in autunno, isola due o tre punti per lui critici nell’area vasta: «Il sindaco dovrà spiegare bene quel riferimento al fatto che quattro università sono troppe, in regione, visto che si è poi corretto: hanno capito male tutti gli altri, allora? La sanità nell’area vasta solleva molte perplessità, presuppone che le specialità siano diluite su più università: in questo modo, però, si compromette la nostra Scuola di medicina, che resta attrattiva finché riesce a offrire tutte le opzioni. Secondo noi - è la conclusione di Anselmi - le alleanze andrebbero fatte su singoli obiettivi, e non per questioni di affinità politiche». Il riferimento è all’omogeneità politiche delle attuali amministrazioni delle quattro città interessate.

A Mauro Malaguti (Fdi) preme sapere anzitutto «cosa vuol fare davvero Tagliani in questo patto, in rapporto all’università e alla Scuola di medicina. Se ci tolgono anche quella, davvero a Ferrara non rimane nulla. Vogliamo allearci con l’università di Modena-Reggio? Ci dicano per far cosa, arrivare dove. Il vero rilancio dell’università dovrebbe passare per la costruzione di un vero e proprio campus, sui modelli anglosassoni». Al consigliere comunale e regionale dei Fratelli d’Italia fa specie che ormai non si parli nemmeno più «di riequilibrio territoriale, che era un cavallo di battaglia della Regione fino a qualche anno fa. Ferrara avrebbe bisogno di quel tipo di politiche, se l’alleanza di Tagliani è puntata a quell’obiettivo va bene, ma le premesse mi sembrano altre. Non vorrei che i sindaci puntassero a costruire società ibride come la holding Ferrara Servizio, che ha portato in questi giorni ad assunzioni molto discutibili tipo quella di Paolo Paramucchi alla direzione. Insomma, servono un bel po’ di chiarimenti». A settembre, però.

Stefano Ciervo

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