La pioggia mette ko meloni e cocomeri
Con le abbondanti precipitazioni sono arrivati funghi che attaccano le cucurbitacee e fanno marcire il prodotto
FERRARA. Non si può certamente annoverare tra le annate migliori questa targata 2014 per i cocomeri e i meloni. La crisi economica fa sentire poi le temperature decisamente non afose e si sa che la richiesta di queste cucurbitacee aumenta considerevolmente quando la colonnina di mercurio sale vertiginosamente. E, infine, le avverse condizioni meteorologiche con grandinate (fortunatamente hanno toccato marginalmente il Ferrarese) che hanno distrutto le coltivazioni infliggendo seri danni alle coltivazioni e, infine, causa le precipitazioni abbonanti, le malattie fungine. «Questa è un’annata nera - conferma Mario Preti che coltiva un’ottantina di ettari tra meloni e cocomeri nella zona compresa tra Gavello e San Martino Spino - se riesco a pagare le spese lo considero già un ottimo risultato - il prezzo dei cocomeri è irrisorio, si spuntano dai 20 mai 25 centesimi al chilo, va un po’ meglio per i meloni, siamo attorno ai 60-70 centesimi ma la richiesta è scarsa, inoltre a causa delle frequenti piogge queste cucuritacce vengono attaccato da parassiti fungini con la conseguenza che poi il prodotto risulta invendiile. Se il tempo si assesterà speriamo di recuperare in agosto altrimenti sarà una stagione catastrofica».
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Sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda Mauro Aguzzi, presidente del Consorzio Melone Mantovano Igp (la denominazione è stata ottenuta l’8 novembre 2013). La zona di produzione del Melone Mantovano Igp si estende tra le province di Mantova, Cremona, Modena, Bologna e Ferrara (i Comuni interessati nel Ferrarese sono quelli di Bondeno, Cento e Sant’Agostino). La superficie coltivata a melone è superiore ai 2300 ettari, per un fatturato, che nel 2012, si è attestato sui 70 milioni di euro (solo per il territorio virgiliano). Nel 2013 sono state commercializzate circa 400 tonnellate di prodotto certificato, per il 2014 il Consorzio prevedeva di raddoppiare la quantità certificata ma non sarà così.
La pioggia e le basse temperature dell’ultimo mese stanno comprimendo i consumi della frutta estiva con un conseguente eccesso di offerta che ha fatto registrare prezzi al produttore in netto calo rispetto alle quotazioni . «Questa stagione era partita fin troppo presto - sttolinea Aguzzi - poi la stagione ci ha messo del suo. Va meglio per quelle aziende che fanno export le quali stanno mantenendo le stesse quote degli anni scorsi e il marchio Igp sta dando una mano in quanto in Germania, Austria e Svzzera che sono i nostri principali mercati esteri, viene richiesto questo tipo di prodotto».
«Con gli attuali prezzi dei meloni e dei cocomeri – sottolinea la Coldiretti - siamo nella situazione assurda per cui volendo paragonare i prezzi a quelli dei prodotti di uso comune servono, per esempio, 15 kg di cocomeri o quasi 8 kg di meloni per comprare un pacchetto di sigarette. Sono prezzi del tutto insufficienti che non ripagano i costi di produzione ai quali si aggiunge la beffa per i consumatori che spesso si trovano a pagare prezzi decuplicati».(m.bar.)
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