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Anziani ma non nababbi la spina dorsale ferrarese

Anziani ma non nababbi la spina dorsale ferrarese

La nostra provincia è terza in Italia per numero di prestazioni Inps erogate Calo record degli assegni di vecchiaia, per l’anzianità importi sotto media

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Ferraresi, popolo di anziani e di pensionati. In fondo lo sapevamo già come siamo fatti, eppure a corroborare lo stato d'animo da "pantere grigie" ci sono i numeri. Dati messi in fila, sulla base delle prestazioni Inps 2013, dal Sole24Ore di ieri: ebbene, in tutte le graduatorie stilate dal quotidiano di Confindustria siamo nelle posizioni di testa.

Partiamo da quella che prende in considerazione l'incidenza percentuale delle pensioni totali sulla popolazione residente. Siamo addirittura terzi a livello nazionale, alle spalle solo di Biella e Ancona, facendo segnare un elevato 24,3%. Ciò significa che se gli abitanti sul territorio sono circa 355mila, i rapporti di tipo previdenziale sono qualcosa come 86mila. Del tutto probabile che non pochi possano contare su più di un assegno, comunque niente male. L'importo medio mensile si assesta poco oltre i mille euro lordi (per la precisione 1.005,4), sotto la media italiana che è di 1.060 euro (massimo a Roma con 1.421, minimo a Catanzaro 588 euro).

Per ciò che riguarda le pensioni di vecchiaia, Ferrara è ottava (11,4% sulla popolazione) nella classifica guidata da Ancona e chiusa da Napoli. tuttavia il dato più interessante è che la provincia estense è quella in cui gli assegni sono diminuiti di più dal 2011 (-5%), ovvero da quando la riforma Fornero ha decisamente alzato il requisito anagrafico. Insomma, le restrizioni si sono sentite in modo particolarmente pesante da queste parti. Gli assegni ferraresi in media sono di 662,9 euro, perfettamente allineato al dato nazionale.

Ora veniamo al nostro piatto forte. Circa la numerosità delle pensioni di anzianità (12,4% sulla popolazione residente) il posto occupato è il secondo, appena dietro Biella. Ma se questo tipo di rapporto previdenziale è molto diffuso, i valori piangono: è in questa categoria che si nota la differenza maggiore con il dato medio italiano, ossia 1.300,4 euro contro 1.543.

Dove figuriamo a metà graduatoria esatta è per ciò che concerne le pensioni di invalidità: incidenza pari a un poco più che trascurabile 4,9%, con importo medio pari a 441,3 euro: questo dato è tuttavia il più alto tra le 105 province italiane prese in considerazione dall’indagine, anche se la forbice è comprensibilmente piuttosto stretta. La classifica delle invalidità civili è guidata da due realtà sarde, ossia Oristano (dove i trattamenti sfiorano il 10% della popolazione residente) e Nuoro; in generale tutte le province meridionali sono ottimamente piazzate, mentre è da notare che in merito le statistiche di Bolzano e Trento non sono disponibili.

Complessivamente, come sottolinea il Sole24Ore, è un'Italia che resta nettamente tagliata in due, dato che la concentrazione delle pensioni post-lavorative più alta è localizzata nelle aree del Nord. Con Ferrara decisamente più anziana e pensionata delle altre province dell'Emilia-Romagna, più simile demograficamente per certi versi a realtà del Nord-Ovest, come quelle piemontesi e liguri.

Fabio Terminali

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