Ferrara, una città che cambia Le idee dei giovani architetti
«La città che cambia» secondo gli studenti di Architettura: la mostra inaugurata ieri mattinaia all’interno di palazzo Municipale è il frutto delle idee degli studenti di architettura, un’esposizione...
«La città che cambia» secondo gli studenti di Architettura: la mostra inaugurata ieri mattinaia all’interno di palazzo Municipale è il frutto delle idee degli studenti di architettura, un’esposizione dei progetti di riqualificazione urbana, quest’anno dedicate in particolare alle aree produttive dismesse della zona industriale (ex distilleria, via Turchi, canale Burana e canale Boicelli). Un’ area interessata negli ultimi dieci anni da un processo di trasformazione, per il quale si è vista la realizzazione di nuovi complessi terziari e residenziali. «Oramai è un classico estivo - ha dichiarato l’assessore Roberta Fusari - e quest’anno abbiamo scelto di prendere in considerazione, per i laboratori di didattica, una grande area privata».
I disegni, accompagnati dai plastici per chiarezza espositiva, non devono essere visti come progetti pronti da eseguire, ha precisato Daniele Pini, docente al dipartimento di Architettura: «Servono a far misurare i ragazzi con una realtà complessa e già consolidata, e come esercizio accademico di ottimismo, che, analizzando il territorio, possa evidenziarne le criticità e le opportunità», ha specificato il professore. È intervenuto anche il collega Marco Venturi, che ha evidenziato che con la collaborazione con il Comune si arriva ad individuare le problematiche del territorio. Uno degli scopi dei progetti è guardare al futuro, puntando a far diventare la zona dell’ex distilleria parte integrante e vivace della città. «Il modo in cui verrà costruito, sarà poi la chiave anche per l’assetto economico e sociale dei prossimi anni», ha concluso il docente Marco Zaoli. Ultimo intervento quello del rappresentante della società Alceste, proprietaria dell’area, Massimo Pinardi, rimasto piacevolmente colpito dalla collaborazione tra Comune e università: «Non bisogna avere paura delle idee, è necessario assumersi qualche rischio. Le idee si muovono sulle gambe di chi le fa diventare realtà: vanno accolte volentieri, se non altro come spunto. È vero che noi dobbiamo far quadrare i conti, ma speriamo che questo sia l’inizio di riflessione, ma anche azione, per la nostra area urbana».
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