«Il mio Bagno devastato dalla bufera»
Al Granchio di Spina un centinaio di lettini e altrettanti ombrelloni da buttare: effetti del vento a oltre 200 km all’ora
LIDO DI SPINA. Temperature attorno ai 30 gradi hanno scandito ieri il ritorno dell’estate sulla costa, ma al Lido di Spina sono ancora evidenti i segni della devastazione di sabato pomeriggio. «Sto aspettando il perito per la stima dei danni – commentava desolato ieri pomeriggio Marco Magnani, titolare del bagno Granchio e presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari dei lidi Spina ed Estensi -, mentre oggi la ditta di Castiglione di Cervia mi ha portato a noleggio una cinquantina di ombrelloni, in aggiunta a quelli prestati dai colleghi del bagno Vela e del bagno Lido».
Per non mandare all’aria la stagione, gli operatori, anche grazie alla catena di solidarietà subito messa in campo da colleghi e turisti stanno assicurando l’accoglienza di sempre con i servizi di spiaggia. «Su 600 lettini nuovissimi, acquistati due mesi fa - aggiunge Magnani –, un centinaio sono da buttare perché hanno i telai distrutti o gli schienali gravemente ammaccati, mentre una buona parte sono ancora da recuperare, perché trascinati chissà dove, forse addirittura in mare, dalla tromba d’aria». Nella stima dei danni registrati dal Granchio ci sono anche 130 ombrelloni irrecuperabili e 200 che necessitano di sostituzione del palo, oltre a interi giochi per bambini volati via. «Grazie a dio non si è ferito nessuno – aggiunge Magnani -, ma siamo in quattro bagni pesantemente danneggiati. Guardi là, al posto del tetto scoperchiato, il Bussola ha dovuto rimediare con telone di plastica e l’area di ombreggio si è ridotta della metà». Magnani esprime riconoscenza per quella cinquantina di turisti che “domenica alle 7 erano già qui e hanno voluto a tutti i costi rendersi utili, per rimuovere da lettini e ombrelloni la sabbia bagnata».
A Nord invece solo tanto spavento, ma per fortuna non si registrano devastazioni. “Qui i bagni hanno subito solo danni economici per mancati incassi – ha spiegato Luca Callegarini di Confesercenti, nonché presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano -, ma sono danni ingenti, dopo tre fine settimana di luglio disastrosi. Se Volano è stato risparmiato, bisogna tenere presente che mancano venti giorni alla fine della stagione e quei mancati introiti non si recuperano più». Giudizio analogo da parte di Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari, associazione dei lidi Scacchi e Pomposa, il quale ha aggiunto che «una stagione così è assolutamente da dimenticare». Anche Bocchimpani, che ha mandato un sms a Magnani per esprimergli la solidarietà dei suoi associati, ha rilevato che «da noi i bagni sono riparati dai condomini che si trovano a ridosso del mare, mentre gli edifici sul lato strada si sono allagati». Il condominio Cortina 2 al Lido di Pomposa è tra quelli che ha registrato criticità: le finestre erano rimaste aperte e si sono allagate tutte le scale. «Esprimo massima solidarietà ai colleghi di Spina – aggiunge Bocchimpani – e so che hanno lavorato tutta la notte per far trovare la spiaggia in ordine domenica mattina. Spero che le assicurazioni rispondano in fretta». Se la tromba d’aria ha risparmiato i lidi nord, va anche detto che già dal primo pomeriggio di sabato, visto il rinforzarsi del vento freddo di tramontana, gli stabilimenti balneari avevano già provveduto a chiudere gli ombrelloni per motivi di sicurezza, e questo ha fatto sì che non si spezzassero o volassero via. A Spina invece la velocità del vento ha superato i 200 chilometri orari, seminando distruzione in tutto il suo raggio d’azione.
Katia Romagnoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
