"Eni rispetti gli accordi" Oggi tutti al petrolchimico
Sciopero e presidio con sindaco e Calvano (Pd) contro il ridimensionamento
Bratti chiede al governo di riferire alla Camera, pressing della Regione Veneto
FERRARA. « Eni rispetti gli accordi». Oggi tutti al petrolchimico Sciopero e presidio con sindaco e Calvano (Pd) contro il ridimensionamento Bratti chiede al governo di riferire alla Camera, pressing della Regione Veneto La portineria di via Marconi del petrolchimico è presidiata da stamattina alle 7 e fino alle 10, dai lavoratori che aderiscono allo sciopero di protesta organizzato da Cgil, Cisl e Uil chimici contro l'orientamento di Eni di chiudere le raffinerie e disimpegnarsi progressivamente dal settore chimico.
I sindacati denunciano «il mancato rispetto degli accordi già firmati» da parte di Eni, e non nascondono la loro preoccupazione per le sorti delle lavorazioni collegate alla raffineria di Porto Marghera e agli investimenti promessi da Versalis per il petrolchimico ferrarese. Lo sciopero per i giornalieri riguarda l'intera giornata, mentre i lavoratori a ciclo continuo si fermano dalle 6 di stamane fino alla stessa ora del 30 luglio, i semiturnisti dalle 6 alle 22 e i turisti della centrale Sef, al minimo tecnico, dalle 6 di oggi alle 6 di domani mattina.
Entrano in campo anche il Comune e il Pd. Ieri mattina il sindaco Tiziano Tagliani e l'assessore alle Attività produttive, Caterina Ferri, hanno incontrato nella residenza municipale i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, assieme ai rappresentanti dei chimici. Le parti sociali si sono dette molto preoccupate pr le conseguenze che le decisioni di Eni potranno avere anche nel petrolchimico, «pregiudicando gli sforzi mezzi in campo da sindacati e istituzioni per la ricostruzione di una prospettiva di sviluppo, partita con la chiusura nel 2013 della vertenza Basell attraverso la sottoscrizione del protocollo regionale per il rilancio e lo sviluppo del petrolchimico di Ferrara - si legge in una nota del Comune - Queste scelte, infatti, se confermate, potrebbero pregiudicare il tentativo di promuovere l'area del polo chimico ferrarese come eccellenza per l'attrazione di nuovi investimenti e per la creazione di posti di lavoro qualificati».
Sindaco e assessore dovrebbero garantire una presenza al presidio di stamane, e hanno assicurato «un impegno immediato nell'attivazione della filiera istituzionale, in primis con il coinvolgimento dell'assessore regionale Luciano Vecchi e cercando ogni possibile strada, anche grazie ai parlamentari locali, per stimolare l'attenzione del governo sul tema e ottenere l'esplicitazione delle strategie industriali relative alla chimica». E il deputato Alessandro Bratti era presente, ieri mattina, all'incontro tra i sindacati e il Pd, sempre in merito alla vertenza Eni. Preoccupa, hanno ribadito i rappresentanti dei lavoratori, in particolare il rinvio della riapertura del cracking di Marghera, che viene visto come una conferma della volontà di smantellamento Eni.
Il Partito democratico ha annunciato «l'avvio immediato di tutte le azioni parlamentari possibili, finalizzate ad avere maggiori elementi di chiarezza sulla nuova strategia di Eni e sulle sue possibili ricadute, nazionali e locali». Bratti, dal canto suo, chiederà al governo «di presentarsi alla Camera a riferire in merito alla questione, che coinvolge migliaia di lavoratori e diversi miliardi d'investimenti».
Il Pd attiverà poi la filiera di relazioni con le realtà locali che vengono coinvolte dalle decisioni Eni, al fine di «fare sistema nell'azione di pressione e confronto sull'azienda». Garantita la presenta al presidio del segretario Paolo Calvano, del capogruppo comunale Luigi Vitellio e di un rappresentante della segreteria. Lo sciopero di oggi coinvolge tutti i siti Eni, Marghera in prima fila. La Regione Veneto si è schierata a fianco dei sindacati e invierà domani l'assessore Donazzan al ministero dello Sviluppo. (s.c.)
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