«Vertenza Eni, pronti ad ampliare la lotta»
Atti (segretario Cgil) ieri era al presidio davanti ai cancelli del petrolchimico. «Vedremo quale sarà l’evoluzione nelle prossime ore, poi decideremo»
FERRARA. Si sciopera e si manifesta contro i propositi di Eni di smantellare pezzi di industria, ma non ci sono solo i chimici a presidiare l’ingresso di piazzale Donegani. Sono venute anche rappresentanze sindacali di altre categorie come metalmeccanici, commercio, scuola, costruzioni. È il modo per dire che il caso Eni - e più in generale il presente e il futuro del Petrolchimico - riguarda o almeno dovrebbe riguardare non solo i lavoratori di qualche reparto di Versalis, ma una cospicua parte del mondo del lavoro ferrarese. Poco prima delle 8 arriva anche l’assessore comunale al lavoro Caterina Ferri in rappresentanza della giunta. Folta è anche la rappresentanza del Pd; con il segretario provinciale Paolo Calvano ci sono Giuseppe Ruzziconi, i consiglieri comunali Luigi Vitellio (capogruppo), Tommaso Cristofori, Davide Bertolasi e la socialista Deanna Marescotti.
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Raffaele Atti, segretario provinciale della Cgil, parla di «significativa partecipazione» e aggiunge: «La presenza delle altre categorie, delle istituzioni locali e della principale forza politica della città è un fatto che segnala l’importanza della posta in gioco. Vedremo quale sarà l’evoluzione nelle prossime ore, ma già ora possiamo dire che se sarà necessario e utile vi sono le condizioni per ampliare la mobilitazione oltre l’Eni e oltre la categoria dei chimici».
Se da Roma - intesa come Eni e governo - dovessero arrivare brutte notizie, a Ferrara e nelle altre
Il polo chimico ferrarese si regge su due gambe: Eni-Versalis e Lyondell-Basell. Dovesse cedere o recedere una delle due, il rischio di una rapida deindustrializzazione sarebbe autentico con ripercussioni a cascate sull’occupazione nel settore dei servizi e per le imprese meccaniche che lavorano nell’area.
Il presidio, iniziato alle 7, è terminato alle 10. Poco prima è partita in treno diretta a Roma la delegazione dei chimici per partecipare alla manifestazione che si è tenuta nel primo pomeriggio davanti a Montecitorio. Obiettivo dello sciopero di ieri è quello di contrastare le recenti scelte industriali di Eni, che «ha rivisto gli impegni di investimenti assunti in precedenza» e ha annullato pure l’impegno a riavviare il cracking di Marghera che fornisce materia prima (etilene) anche a Ferrara.
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