«Se il cracking di Marghera non riapre il X di Ferrara rischia di chiudere»
I 200 milioni di investimenti di Versalis (gruppo Eni) a Ferrara restano confermati. Sulla carta nulla è cambiato nonostante il cambio di strategia di Eni, sempre più decisa ad abbandonare la chimica....
I 200 milioni di investimenti di Versalis (gruppo Eni) a Ferrara restano confermati. Sulla carta nulla è cambiato nonostante il cambio di strategia di Eni, sempre più decisa ad abbandonare la chimica. Una squadra di Saipem - l’azienda che si è aggiudicata il contratto per l’espansione dell’impianto Versalis è già a Ferrara. I lavori veri e propri dovrebbero iniziare dopo Ferragosto. Ora le principali preoccupazioni dei lavoratori riguardano il cracking di Marghera, che è di Versalis, ed è sprofondato in uno strano limbo industriale. Il cracking doveva ripartire il 18 agosto, essere riammodernato e ristrutturato, mentre ora tutto è rinviato in modo indistinto al 2015. «Senza il cracking - dice Roberto Campanini (Rsu-Cgil) - l’approvvigionamento di etilene non è più garantito. Più volte abbiamo dovuto fermare gli impianti per mancanza di etilene». Se arriva per nave basta un po’ di mare mosso per rallentare la marcia. «Se il cracking non riapre rischia seriamente di chiudere il X» avverte Campanini. Il X è un impianto che produce polietilene ed è il principale utilizzatore di etilene del quadrilatero chimico Marghera-Mantova-Ferrara-Ravenna.
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