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«Un’amministrazione a misura di impresa»

«Un’amministrazione a misura di impresa»

Cirelli (Confartigianato) a tutto campo: snellire la burocrazia degli enti pubblici, stop alla duplicazione delle imposte sulle aziende, fusione più veloce tra i Comuni

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COPPARO. Paolo Cirelli, vicepresidente provinciale di Confartigianato, è per ovvie ragioni un attento osservatore delle realtà economiche locali, e interlocutore per la politica del territorio. Con lui abbiamo fatto un giro d’orizzonte sui temi d’attualità. «Confartigianato – ci ha detto Cirelli - ritiene fondamentale un'attenta rivisitazione della spesa. Va ridisegnato il welfare locale in base agli sviluppi della situazione economica. È necessario mantenere le eccellenze già raggiunte, ma non si possono non considerare le nuove povertà potenziali e va attentamente valutata la spesa. Dal nostro punto di vista, le imprese sono il centro ed il punto di partenza per arrivare a creare nuovi posti di lavoro e quindi maggiore ricchezza per le famiglie. Pensiamo doveroso arrivare a modelli rivisti di burocrazia, che deve essere avanzata ed efficace».

Cosa serve, in questo contesto? «Una riflessione a tutto campo sulla sostenibilità per le imprese, che oggi ha aree di squilibrio. È giusto il mantenimento dei servizi pubblici, ma non può essere basato sull'incremento dell'imposizione locale e delle tariffe sui servizi pubblici alle imprese, che invece va alleggerito e reso compatibile con le realtà economiche e le precarietà aziendali. Se il sistema delle imprese è il driver su cui si sviluppa la coesione sociale, questo sistema va sostenuto, e le imprese messe in grado di svolgere al meglio la loro funzione».

Per Cirelli, inoltre, «serve maggiore flessibilità nella determinazione delle imposte come Imu, Tasi, Tari. Se non è possibile escluderle, almeno che i comuni mantengano le aliquote minime soprattutto per le imprese in difficoltà, in particolare quelle che utilizzano ammortizzatori sociali. Per esempio è ingiusto, secondo noi, pagare l'Imu sugli immobili strumentali da parte di imprese che svolgono attività: riteniamo sia una duplicazione di imposte».

Auspicate la fusione dei sei Comuni dell'Unione Valli e Delizie? «Sì. E crediamo - dice Cirelli - che sia necessario raggiungerla entro la fine di questa legislatura. Siamo convinti che la strada dell'unificazione sia utile per la gestione in maniera aggregata di funzioni e servizi, risparmiando risorse e garantendo la sopravvivenza stessa dei servizi in una logica di "area vasta". Dirò di più: è necessario un dibattito aperto tra tutte le municipalità, ma con un preciso cronoprogramma, massimo tre anni, per l'accorpamento istituzionale definitivo. Magari anche solo delle municipalità concordi al progetto». «Sarebbe importante – ha continuato il dirigente di Confartigianato - credere nelle esternalizzazioni, riservando al Comune un ruolo di controllo e progettazione e riducendolo in quello della gestione, con abbattimento dei costi ed efficacia nei servizi forniti dai privati, con controllo, indirizzo e programmazione garantiti dal pubblico».

Un grande rilancio deproject financing? «Non solo. Prendiamo il comparto delle costruzioni: servono uniformità nei regolamenti comunali e contrasto ad abusivismo e lavoro nero; un'idea forte è ridurre l'entità dei bandi aumentandone il numero, in modo che più aziende, meglio se locali, possano partecipare. Poi, ricorrere alle stazioni appaltanti e all'affidamento, quando possibile, a ditte locali e senza costruire bandi che non siano anche a misura delle piccole imprese».

Alessandro Bassi

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