Pescavano con gli elettrostorditori: scoperti dai carabinieri
Sette denunciati per pesca di frodo. Dovranno anche pagare multe per 4.000 euro
Pescavano con gli elettrostorditori nel Po. Ma i sette pescatori (tutti rumeni) dediti a questa pratica illegale che consiste nell'annicchilire pi pesco con congegni elettrici, sono stato scoperti e denunciati per pesca di frodo dai carabinieri di Mesola, che hanno agito insieme al personale della Polizia Provinciale.
La lotta al bracconaggio della pesca ha molteplici obiettivi ed è finalizzata non solo al contrasto della commercializzazione di prodotti ittici privi degli elementi della provenienza e tracciabilità secondo le vigenti normative, ma ha lo scopo di impedire lo stesso depauperamento completo della fauna ittica, come è successo già nel fiume Danubio a seguito di una sregolata attività di pesca nonostante.
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I pescatori per non essere scoperti organizzano veri e propri servizi di vigilanza per dare l’allarme in caso siano presenti le forze dell'ordine. In questa circostanza carabinieri e polizia provinciale hanno sorpreso anche le loro vedette.
I sette pescatori sono state multati per oltre € 4000 per le infrazioni alle condizioni igieniche degli ambienti e delle attrezzature utilizzate per le attività connesse alla produzione primaria di alimenti, nonché per non aver notificato l’attività svolta alle autorità competenti e per aver prodotto alimenti privi di documentazione di tracciabilità e provenienza.
La tempestività dell’intervento ha consentito di rimettere in acqua tutto il pesce vivo pescato. L'attrezzatura utilizzata per la pesca di frodo è stata sequestrata.
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