Prodi promuove Bianchi Da assessore a presidente?
Elogio del Professore al lavoro svolto in Regione dall’ex rettore dell’Università Lui non si tira indietro: servono primarie aperte per parlare del futuro dell’Emilia
«Credo che, nonostante il momento di grande difficoltà, le istituzioni si siano mosse. La Regione, soprattutto per impulso di Patrizio Bianchi, ha ripensato l’insieme delle scuole tecniche del territorio per adattarle alle nuove esigenze. Quando il governo centrale tagliava le risorse per i laboratori (pura follia) la Regione è riuscita, anche se parzialmente, ad intervenire con risorse proprie». Questo elogio di Bianchi, assessore regionale a Scuola, Università e Lavoro, è opera di Romano Prodi, che ne ha tessuto le lodi in un’intervista al Corriere di Bologna. Forse non era intenzione del Professore, che conosce Bianchi fin dai tempi di Nomisma, menzionarlo per lanciarlo nella competizione per la presidenza della Regione. O forse sì. È un fatto che appena uscita l’intervista, una prodiana a tutto tondo come Amelia Frascaroli (assessore al welfare del Comune di Bologna dopo aver sfidato l’attuale sindaco Merola nelle primarie) ha chiesto a Bianchi di fare un deciso passo avanti con una dichiarazione ripresa dall’agenzia Dire: «Penso che la storia personale e la visione del futuro di Patrizio Bianchi siano i migliori elementi per valutare positivamente l'ipotesi che sia lui il candidato alla presidenza della Regione Emilia Romagna». Frascaroli, commentando le parole di Prodi, va oltre e invita Bianchi a rompere gli indugi e a mettersi in campo per la candidatura. «Lo dico con convinzione e sperando che la sua candidatura diventi ogni giorno sempre più forte e condivisa sia dai partiti della coalizione che dalle comunità locali».
E Bianchi non ha fatto il pesce in barile. Ieri sera, al termine di una giornata passata a Roma per cercare di sbloccare i fondi per la Cassa integrazione speciale («c’è l’impegno del ministro Poletti, vediamo» il suo prudente bilancio), l’assessore ferrarese ha fatto un mezzo, ma deciso passo avanti verso l’ipotesi di una corsa all’eredità di Errani: «Quello di Prodi è stato un endorsment, importante perché lui parte sempre dal merito delle cose e ha centrato il problema. La campagna elettorale dev’essere l’occasione per parlare del futuro di questa regione, un dibattito del tipo di quello sviluppato in queste settimane sulle alleanze territoriali ferraresi. Se non manteniamo la coesione regionale e partecipare così, da protagonisti, alla progettualità europea, rischiamo. Reggio Emilia ormai è a un’ora da Milano, la Romagna si sta organizzando da sé. Serve però la partecipazione dell’intera società emiliana, a partire dalle primarie per la scelta del candidato governatore. Sceglierò se correre, quindi - è la conclusione di Bianchi - quando sarà chiaro se ci saranno o no primarie aperte». L’attesa si preannuncia breve, già domani il Pd regionale dovrebbe decidere sulle regole.
Resta incertezza sulle intenzioni del segretario regionale Stefano Bonaccini e del sottosegretario Graziano Delrio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
