Protesta all’Arginone: «Liberate Fabiani»
Appello per la scarcerazione. Spath (Fdi): «Evitare episodi incivili e blocchi del traffico»
C'è anche una manifestazione da tenere a Ferrara nel novero delle possibili forme di mobilitazione del Comitato 23 ottobre, nato per chiedere la liberazione di Michele Fabiani, l'anarchico detenuto da quasi venti giorni nel carcere dell'Arginone. Il 27enne di Spoleto, come rivelato dal nostro giornale, deve scontare una pena residua di un anno e quattro mesi per minacce a pubblico ufficiale, danneggiamento seguito da incendio e istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità eversiva. Nel corso del processo tuttavia è caduto il capo d'accusa più rilevante, quello di associazione con finalità di terrorismo (articolo 270 bis del codice penale) nell'ambito della lotta contro la Tav. Ed è su questo che puntano i sottoscrittori di un appello per la scarcerazione di Fabiani (nel giro di tre settimane le firme raccolte in tutta Italia sono già oltre quota 400), i quali sottolineano inoltre il fatto che tra i protagonisti dell'operazione Brushwood che nel 2007 portò in carcere cinque antagonisti umbri ci fosse l'allora comandante dei Ros dei carabinieri, il generale Giampaolo Ganzer, in seguito condannato in appello a quattro anni e undici mesi per associazione a delinquere e spaccio internazionale di stupefacenti.
Sulla ipotizzata manifestazione all'Arginone interviene Paolo Spath: «Ferrara non può diventare una zona franca a disposizione dei No Tav e degli antagonisti - sostiene il portavoce provinciale di Fratelli d'Italia -. A tutti deve essere garantita la libertà di manifestare, però nel recente passato, davanti al carcere, abbiamo visto episodi che sono andati oltre il normale livello civico: bombe carta e disagio per i cittadini dovuto al blocco completo del traffico. Per noi cose del genere non devono più succedere». Fdi aderì nei mesi scorsi a una petizione promossa dal sindacato di polizia penitenziaria Sappe e potrebbe presentare un'interrogazione in consiglio comunale affinché l'amministrazione faccia tutto quel che è nelle sue possibilità (l'autorizzazione rimane tuttavia in capo alla prefettura) al fine di evitare presidi degli antagonisti alla casa circondariale di via Arginone.
Fabio Terminali
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