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Un milione di euro il conto di Bankitalia per la crisi Carife

Un milione di euro il conto di Bankitalia per la crisi Carife

Pubblicate le sanzioni agli ex amministratori e sindaci Tutti ricorrono ma il saldo non è sospeso: paga la banca

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Alla fine il conto ufficiale per la crisi Carife è stato reso pubblico da parte di Bankitalia: poco più di un milione di euro, da dividere tra i membri del consiglio d’amministrazione, i sindaci revisori e il direttore generale, in carica al momento del commissariamento, nella primavera 2013. Un mese e mezzo dopo l’invio delle lettere ai diretti interessati, ieri Bankitalia ha pubblicato il dettaglio del provvedimento sul suo bollettino di vigilanza, indicando i nomi e i “capi d’imputazione” di tutti i sanzionati, sia pure senza entrare nello specifico. Si tratta degli ex consiglieri Sergio Lenzi, Ennio Manuzzi (rispettivamente presidente e vice al momento del commissariamento), Simonetta Talmelli, Giuseppe Vancini, Massimo Marchetti, Paolo Govoni e Riccardo Fava, che sono stati sanzionati con 69mila euro ciascuno. Teodorico Nanni, Antonio Bondesani, Marco Berti e Mario Guidi, che hanno ricoperto la carica per due mandati consecutivi, circostanza aggravante visto che la loro sanzione è di 104mila euro a testa. L’ex direttore generale Daniele Forin è stato equiparato ai consiglieri a mandato singolo, trovandosi quindi a carico 69mila euro da versare. I sindaci commissariati, cioè Stefano Leardini, Marco Massellani e Andrea Malfaccini, devono invece fronteggiare una sanzione di 34.500 euro ciascuno. Da notare che la carica di presidente o vice, sia nel Cda che nel collegio sindacale, non è stata considerata motivo di attribuzione di maggiore responsabilità.

A consiglieri e Forin sono state attribuite queste colpe: carenze nell’organizzazione e nei controlli interni, violazione della normativa in materia di contenimento del rischio di liquidità, carenze nel processo del credito, posizioni ad andamento anomalo e previsioni di perdite non segnalate all’organo di vigilanza e mancato rispetto del requisito patrimoniale minimo complessivo. Dal “peso” delle sanzioni, appaiono più gravi, nelle valutazioni dei vigilanti di Bankitalia, i primi due punti. Per i sindaci l’addebito sulla carenza dei controlli viene modellato sul loro specifico ruolo, che è ovviamente diverso da quello dei consiglieri.

Il documento Bankitalia è datato addirittura 8 aprile, le lettere di addebito sono di un mese e mezzo fa, e subito i sanzionati si sono attivati per fare ricorso. Risulta che tutti si siano rivolti, come da procedura aggiornata all’ultimo momento, alla Corte d’appello di Roma e non al Tar, e che ci sia già la data della prima udienza: 9 marzo 2015. Il punto è cosa succede nel frattempo, visto che le sanzioni sono in teoria immediatamente esecutive e non ci sono di mezzo procedure di sospensione. Gli ex amministratori hanno pagato entro i termini i 1.071.5000 euro in contanti, aspettando probabilmente anni per il giudizio definitivo? La decisione è dei singoli, il mancato pagamento innesca però una situazione curiosa quanto delicata, poiché Bankitalia chiederà alla stessa Cassa di Risparmio di Ferrara di versare le somme non corrisposte, con la facoltà da parte della banca di rivalersi sugli ex amministratori. Un corto circuito micidiale.

Stefano Ciervo

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