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Accordo sindacati-Eni stop alle mobilitazioni

Accordo sindacati-Eni stop alle mobilitazioni

Cavazzini (Cgil): contiamo riparta il polietilene ma il gas via nave non è garantito Ancora nessuna garanzia sull’investimento Versalis. Bratti (Pd): futuro green

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Primo risultato della mobilitazione di tutti i siti Eni contro il piano di ridimensionamento nella chimica del colosso a sei zampe, a partire dalle raffinerie di Gela e Porto Marghera, che è vitale per il petrolchimico ferrarese. Ieri mattina sindacati ed Eni, con il ministro Federica Guidi a mediare, hanno firmato un verbale d’incontro «che impegna l’azienda al riavvio delle operazioni preliminari alla ripartenza della linea 1 della raffineria di Gela, alla realizzazione degli investimenti relativi alla seconda fase del progetto di riconversione della green refinery di Porto Marghera». Per quanto riguarda il tema che interessa maggiormente Ferrara, i cui impianti sono alimentati dall’etilene e propilene prodotto in laguna, sindacati e azienda «si attiveranno congiuntamente per valutare le problematiche legate all’Aia della centrale di Porto Marghera, che impediscono il riavvio del cracking, per individuare soluzioni volte a superare le criticità». Se ne riparlerà entro il 30 settembre. Le segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltet Uil prendono atto con soddisfazione della «inversione della posizione estressa fino a ieri sera dal gruppo Eni», e pone le basi per un confronto a Roma «sulle scelte di politica industriale del gruppo»: quindi vengono sospese le iniziative di mobilitazione sia a livello locale che nazionale.

Questo significa che gli impianti ferraresi di Versalis continueranno ad essere alimentati per nave, da Brindisi, e poi da pipeline da Marghera, «affrontare l’inverno in queste condizioni produrrò però inevitabili complicazioni: ci sono già stati negli ultimi mesi un paio di disguidi di tipo tecnico - spiega Mauro Cavazzini (Cgil chimici) - Di fatto, l’accordo dovrebbe consentire la riapertura dell’impianto X, che produce polietilene, bloccato dalle agitazioni di Marghera. Ma catalizzatori e ricerca restano chiusi, ed è un controsenso per un’azienda che si appresta ad investire 200 milioni sugli elastomeri, che peraltro l’accordo in se non garantisce». I sindacati avranno oggi un incontro in Regione con il nuovo assessore alle Attività produttive, Luciano Vecchi, visto che le sorti di Ferrara e Ravenna restano in bilico.

Per Alessandro Bratti, deputato Pd, «si dovrà comunque fare i conti con il piano industriale Eni: non c’è alternativa, bisogna riprendere in mano il piano di sviluppo green del petrolchimico». Tutto però è fermo da mesi sul fronte del nuovo accordo di programma che comprende questi temi.

Stefano Ciervo

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