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Argentina ancora in default Nuovamente a rischio i bond

Argentina ancora in default Nuovamente a rischio i bond

Questa è l'ultima chiamata dell'ultimo treno. L'ultima chiamata per salvare il salvabile. L'Argentina è in default per la seconda volta in 13 anni e i risparmiatori che avevano acquistato titoli e...

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Questa è l'ultima chiamata dell'ultimo treno. L'ultima chiamata per salvare il salvabile. L'Argentina è in default per la seconda volta in 13 anni e i risparmiatori che avevano acquistato titoli e comprato azioni ora rischiano di perdere tutto. Ieri pomeriggio Roberto Zapparoli, presidente di Federconsumatori Ferrara, e l'avvocato Massimo Cerniglia, hanno convocato una conferenza stampa straordinaria per mettere in guardia tutti quei ferraresi che anni fa investirono in Argentina i loro risparmi. «Secondo le nostre stime le famiglie ferraresi che investirono nel Paese Sud americano oscillano tra le sette e le ottomila e facendo le dovute proporzioni, a Ferrara vennero venduti moltissimi titoli rispetto al resto d'Italia. Dopo il default di 13 anni fa - spiega Cerniglia - abbiamo intrapreso un percorso per tutelare i risparmiatori della provincia. Quando cominciammo con le cause non avevamo riferimenti dal punto di vista giurisprudenziale, abbiamo dovuto partire da zero ma negli anni siamo riusciti a creare una giurisprudenza a favore dei risparmiatori». Anni fa, stando al riassunto di Federconsumatori e del legale, in molti casi le banche nella negoziazione dei bond di finanziamento avevano violato le regole di comportamento a danno dei risparmiatori ed è per questo che i tribunali nella maggioranza dei casi hanno dato ragione a quest'ultimi. «Le persone che scelsero di non procedere per vie legali oggi rischiano di nuovo di trovarsi con nulla in mano ma questa è l'ultima chiamata, l'ultimo momento buono per agire e tutelare i propri risparmi. È per questo che invitiamo gli investitori a rivolgersi a Federconsumatori in tempi brevi, il percorso per interrompere i rapporti con la realtà finanziaria argentina va intrapreso subito. In questi giorni si potranno contattare gli operatori telefonicamente dopodiché appena terminata la pausa estiva, ovvero dal 2 settembre, si dovrà procedere in maniera concreta». Qual è la tabella di marcia da seguire secondo Cerniglia e Zapparoli? Rivolgersi agli uffici di Federconsumatori, scrivere una lettera interruttiva rivolta alla propria banca, richiedere la documentazione inerente agli investimenti e chiedere di interrompere le pratiche. «Questo è ciò che consigliamo di fare. Il nostro tribunale è particolarmente sensibile a questo tema. In anni di cause abbiamo ottenuto 160 sentenze positive, ovvero il risparmiatore ha salvato tutto i suoi risparmi e oltre 500 transazioni di valori, cioè al soggetto è stato restituito circa l'80%. Ci sono stati anche due esiti negativi ai quali però abbiamo fatto appello. A gennaio 2015 - chiude - tutto cadrà in prescrizione e allora sarà troppo tardi. Il momento per correre ai ripari è adesso». (s.g.)

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