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boom di adesioni

Più polizze vita negli uffici postali del Ferrarese

La protesta per la ventilata chiusura degli uffici postali approda oggi a Ferrara. Oggi alle 12 davanti alla sede provinciale di viale Cavour avrà luogo un sit-in alla presenza dei sindaci dei comuni...

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La protesta per la ventilata chiusura degli uffici postali approda oggi a Ferrara. Oggi alle 12 davanti alla sede provinciale di viale Cavour avrà luogo un sit-in alla presenza dei sindaci dei comuni nei cui territori alcuni uffici sono a rischio taglio vale a dire Ferrara, Argenta, Bondeno, Cento, Comacchio, Copparo, Lagosanto, Mesola, Ostellato e Ro mentre è revisto anche l’arrivo di cittadini dai vari paesi. Da Monticelli e Vaccolino infatti è annunciato l’arrivo di un pulmann, con a bordo i manifestanti contro la chiusura dei due uffici. Una protesta davanti alla sede provinciale di Poste Italiane per far conoscere lo stato di cose che stanno vivendo le varie comunità dove in molti casi l’ufficio postale è uno dei pochi enti rimasti dove gli anziani possono riscuotere la pensione, pagare le utenze e svolgere altre pratiche. Ieri Luciano Masieri, assessore al decentramento del Comune di Ferrara, ha incontrato Fulvia Allegretti, direttore della sede provinciale di Poste Italiane. Il Comune ha avanzato una proposta dando la propria disponibilità a studiare una soluzione offrendosi di affidare a Poste Italiane un a serie di servizi decentrati negli uffici a rischio chiusura che nel Comune di Ferrara sono Marrara, Monestirolo e Villanova di Denore, da esempio il rilascio di documenti. Tra l’altro in alcune zone Poste Italiane ha già lanciato il progetto che porta il nome di Poste Amiche. La direttrice provinciale ha affermato che si farà tramite con la direzione centrale. I sindaci sono irritati per la mancanza di confronto. Martedì dovrebbe essere discussa in Parlamento l’interrogazione presentata dalla senatrice Pd Maria Teresa Bertuzzi mentre giovedì 15 è in programma un incontro con i sindacati presso la sede regionale di Bologna. L’unico fatto certo è che dall’elenco dei 16 uffici postali a rischio sono esclusi quelli di Burana e Reno Centese che hanno subito lesioni a causa del terremoto (Burana ha riaperto recentemente). L’accordo sarà preso a livello regionale dove sono 150 gli uffici postali a rischio, 1.600 in tutta Italia. «Cercheremo di salvaguardare i posti di lavoro e gli interessi della cittadinanza» afferma Giuseppe Tagliavia, segretario provinciale Slp-Cisl. «Ascolteremo cosa ci diranno il 15 novembre - afferma Glauco Melandri della segreteria Slc-Cgil - è in atto un ridimensionamento importante che cercheremo di contrastare».«Comprendiamo l’esigenza delle Poste ma non capiamo qual’è l’interlocutore con il quale rapportarci - afferma Tiziano Tagliani, sindaco di ferrara - abbiamo bisogno di un interlocutore capace. Siamo disponibili a fare convenzioni per collocare servizi comunali dentro gli uffici a rischio soppressione. Qui c’è il rischio che Poste Italiane vada avanti dritto per la propria strada». Gli uffici postali a rischio soppressione sono: Alberone di Ro, Anita, Gavello, Ospital Monacale, Marrara, Massenzatica, Monestirolo, Monticelli, Rovereto di Ostellato, Ruina, Saletta, Sabbioncello San Pietro, Vaccolino, Villanova di Denore mentre Burana e Reno Centese inseriti in un primo momento per ora si salverebbero.

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