Tragica morte per il prof. Benedetto Badia
L’altra notte è caduto dalle scale nella sua abitazione, probabilmente per un malore
«È volato in cielo un angelo». Con queste parole, la signora Maria Pia, moglie del professor Benedetto Badia, ricorda commossa la morte del marito avvenuta ieri in seguito al forte trauma per una caduta dalle scale. È stata lei mercoledì notte a trovarlo riverso a terra con molto sangue che usciva dalla testa, dopo che è stata svegliata da un forte tonfo.
«Mi sono precipitata - racconta la moglie di Badia - e ho visto una scena drammatica, ho chiamato subito l’ambulanza ma purtroppo l’emorragia provocata dalla caduta ha provocato danni irreparabili e dopo poco più di un giorno è sopraggiunta la morte. Probabilmente la caduta di Benedetto potrebbe essere stata provocata da un malore che lo ha colpito mentre saliva le scale.
Badia, 73 anni, è stato per molti anni insegnante di ragioneria all’Einaudi e al Vincenzo Monti. Impegnato anche dal punto di vista politica ha militato nel partito Repubblicano dove è stato consigliere comunale e presidente della circoscrizione Centro Cittadino. È stato anche presidente delle Farmacie Comunali ed ha avuto ruoli di revisore dei conti nei Comuni di Ferrara, Comacchio e Sant’Agostino. Negli ultimi anni è stato membro della Commissione Tributaria Provinciale, con incarichi di responsabilità nell'Associazione Magistrati Tributari (AMT) e da sempre è stato aderente e convinto sostenitore della causa del MFE (Movimento Federalista Europeo).
I funerali si terranno domani, con partenza alle ore 16 dall’ospedale di Cona per la chiesa parrocchiale di Santa Francesca Romana, in via XX Settembre.
E proprio in via XX Settembre, il professor Badia abitava. Oltre alla moglie Maria Pia, lascia i tre figli maschi Francesco, professore di economia a Unife e recentemente nominato dal sindaco Tagliani presidente della Holding Ferrara Servizi del Comune; Leonardo, ingegnere tecnologico che lavora a Padova e Lorenzo, medico nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, oltre alle nuore e alla nipotina Beatrice.
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