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«Multe, Bankitalia si contraddice»

Stefano Ciervo
«Multe, Bankitalia si contraddice»

L’ex Lenzi si difende con i verbali di ispettori e Vigilanza «Non riteniamo giusto pagare, la Cassa è stata informata»

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FERRARA. Stavolta si è portato le carte, Sergio Lenzi, per contestare... le contestazioni con le quali Bankitalia gli ha affibbiato 69mila euro di multa per la crisi Carife. E le carte utilizzate dall’ex presidente sono tratte, almeno parzialmente, dalla relazione 2013 degli ispettori dello stesso istituto di vigilanza, che pose le basi per il commissariamento. «Il tema è sempre quello: anche alla luce dei “capi d’imputazione” per i quali sono state irrogate le sanzioni, ancora non capiamo perché Ferrara si ritrovi i commissari in casa» è la sintesi della sua difesa, che sarà dispiegata in data ancora da definirsi nel ricorso di fronte alla Corte d’appello di Roma. Il primo dei cinque punti contestati a Lenzi, come agli altri ex consiglieri di amministrazione e direttore generale, riguarda le «carenze nell’organizzazione e nei controlli interni».

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Lenzi sfodera sul punto un passaggio della relazione ispettiva che annota come «i primi cinque gruppi affidati sono in default»: si tratta di affidamenti effettuati prima del 2010, cioè dal vecchio consiglio di amministrazione, «allora come fanno ad imputare a noi le carenze nei controlli?». Stessa risposta per il punto 5, «posizioni ad andamento autonomo e previsioni di perdite non segnalate all’organo di vigilanza».

Contestazione numero 3: «Violazione della normativa in materia di contenimento del rischio di liquidità». L’avremmo fatto sotto gli occhi della vostra Vigilanza, manda a dire Lenzi a Bankitalia, perché nel solito verbale ispettivo c’è scritto che «a partire dal 2011 la Vigilanza ha intensificato l’attività di monitoraggio sul rischio di liquidità in relazione al peggioramento dei saldi netti della banca». Per quanto riguarda poi il punto 6, «mancato rispetto del requisito patrimoniale minimo complessivo», l’ex presidente ritorna sulla questione della fiscalità differita, cioè della possibilità di recuperare sulle imposte degli esercizi successivi le perdite registrate su di un bilancio, nel caso Carife il 2012, quando fu necessario effettuare iper-svalutazioni dei crediti a seguito di disposizioni Bankitalia emanate in quell’autunno.

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«Questa possibilità esiste e viene applicata da tutte le banche, comprese quelle commissariate - sostiene l’ex presidente - Per noi significava avere un Total capital ratio all’8,64% , al di sopra dell’8% minimo, e noi lo abbiamo fatto presente a Bankitalia nelle controdeduzioni alle sanzioni. Sapete cosa c’è scritto nell’atto con il quale la Vigilanza ha proposto al Direttorio le sanzioni? “Per quanto riguarda, infine, il mancato rispetto della normativa prudenziale sui ratios patrimoniali, si ritiene di poter prendere atto delle difese aziendali sul punto”. Prendono atto, non contestano le nostre ragioni, e poi ci sanzionano anche per questo punto».

Non ci sono precedenti su ricorsi in Corte d’appello contro Bankitalia, ma certo la strada giudiziale si preannuncia accidentata e non è certo escluso che le sanzioni vengano confermate. Allora perché in massima parte gli ex amministratori non hanno pagato nei termini, esponendo Carife al rischio di dover anticipare 1 milione di euro? «Abbiamo informato la banca del fatto che secondo noi non ci sono le condizioni per pagare, poi loro si regoleranno come ritengono» è la chiusura di Lenzi. La battaglia nei tribunali è appena iniziata.

Stefano Ciervo

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