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Niente Marostica, a Bpvi resta solo Carife

Niente Marostica, a Bpvi resta solo Carife

La popolare “cugina” dei vicentini sceglie l’offerta di Volksbank. È il secondo no dopo Banca Etruria

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Anche il secondo colpo in canna è andato male e a questo punto del piano di acquisizioni della Popolare di Vicenza rimane solo la Cassa di Risparmio di Ferrara. È notizia dell’altra sera, infatti, che il consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Marostica «all’unanimità dei presenti», ha scelto tra le offerte vincolanti quella di Banca popolare Alto Adige-Volksbank, per avviare «la successiva fase di negoziazione in esclusiva». Significa che gli altoatesini hanno grandi chance di concludere l’acquisizione di Marostica, e che solo in caso di imprevedibili rotture delle trattative in esclusiva, Popvicenza avrà la possibilità di tornare in gioco per i 53 sportelli dei “cugini”, concentrati soprattutto nella provincia vicentina e solo in minima parte a Padova e Treviso. Forse è stata proprio questa sovrapposizione quasi totale ad alimentare i timori di Marostica nei confronti di una possibile fusione con Popvicenza, tanto che i primi ad esprimersi in favore di Volksbank furono, a suo tempo, i sindacati: il primo commento della Fabi, per dire, è stata di soddisfazione «per una decisione presa dal cda in linea con quanto espresso dai lavoratori». I 400 dipendenti avevano dato vita ad un autentico plebiscito, nell’assemblea della scorsa settimana. Il piano industriale di Popvicenza, evidentemente, non ha convinto, soprattutto nella parte che sosteneva la possibilità di mantenere intatta l’occupazione a Marostica costruendo delle super filiali unificate, in grado di fornire più servizi. Volksbank, peraltro, proponeva una fusione secca, 3 posti nel cda ai rappresentanti di Marostica e un premio ai soci più posto garantito per i dipendenti.

È il secondo smacco per i vicentini dopo il garbato rifiuto di Banca Etruria nei confronti dell’offerta di pubblico acquisto, a seguito della reazione molto negativa delle istituzioni aretine.

Bisogna vedere se Popvicenza, che gode indubbiamente dell’appoggio di Bankitalia in questa campagna di espansione, prenderà spunto da questi due episodi per modellare l’offerta su Ferrara in maniera più attenta alle esigenze dei soci locali, rispetto a quanto si è intuito fino ad oggi. Rispetto a Marostica, bisogna sottolinearlo ancora una volta, la situazione di Carife differisce per un particolare non di secondo piano: là c’erano due contendenti, per una banca con qualche difficoltà (anche a causa dell’acquisizione di Treviso proprio da Carife), ma con piena libertà d’azione; in largo Castello, nonostante le numerose prese di posizione e sollecitazioni, si è fatta viva la sola Popvicenza. Che quindi ha in mano tutto il manico del coltello, e si appresta ad affondare il colpo.

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