«Pulizia in centro, ognuno faccia il suo»
Musacci (presidente Fipe-Ascom): si potrebbe destinare una parte della Tari per maggiori controlli su chi sporca
FERRARA. C’è chi sottovaluta i dettagli, perché presi singolarmente non li considera degni di nota. Proprio com’è stato per i rifiuti del centro storico che, una volta ammassati, hanno fatto paura. Un particolare non trascurabile, ad esempio, è lo scatto che inquadra vuoti e cartacce praticamente sullo stipite del portone del duomo. E non si tratta di mettere i puntini sulle “i” di religiosità, ma banalmente di portare rispetto a un luogo quotidiano che per alcuni (certo) è importante. Per non dire sacro, o addirittura vitale.
Tra le reazioni al servizio sul pattume, infatti, c’è stato il tweet pomeridiano di Davide Urban, direttore dell’Ascom: «Beh, allora il Vescovo ha ragione!», taggando Tagliani, Musacci, la Fava e Modonesi. E a ruota, ieri mattina, si è manifestato a malincuore Matteo Musacci, presidente del Comitato commercianti centro storico e della Fipe-Ascom, il quale ci è rimasto male per il contesto fuori controllo, per le immagini di inciviltà che sono state pubblicate, specialmente per i vicoli trasformati in latrine a cielo aperto. Le soluzioni da intraprendere, fisiologicamente, devono essere parallele: «Oltre a ricreare un’area di sgambamento cani comoda agli abitanti del centro, come quella che c’era in via della Luna, sarebbe il caso di aggiungere dei wc chimici, in particolare per la nottata».
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E sebbene ce ne sia già qualcuno isolato, «bisogna comunque capire a che tipologia di toilette ci si riferisce... tolte quelle a gettone in piazzetta Gobetti, si potrebbe prendere spunto da modelli solidi e integrabili col gusto urbanistico, come quelli in uso a Vienna o a Parigi. Se non Hera direttamente, vuoi che non si ci sia qualche imprenditore disposto a investire in bagni pubblici?» E con un punto di domanda Musacci ha aperto l’orizzonte alle esperienze europee.
Anche se a Ferrara, e d’accordo con Urban, «si potrebbe destinare una parte della Tari che versiamo a Hera alla polizia municipale per avere più controlli sul territorio nelle fasce orarie critiche». Ben consapevole che sarebbe assurdo “militarizzare” una piazza per chi sporca e non si dà un contegno. Dopo che gli stessi operatori della Brodolini hanno confermato, in linea di massima, una certa tranquillità durante la notte, sarebbe impensabile avere un agente a multare chiunque butti una cicca a terra. Però ci si potrebbe muovere in entrambe le direzioni, quella di chi esorta a responsabilizzare gli esercenti sul fronte della movida, e quella di chi chiede più servizi e più controllo a fronte di una Tari di peso non trascurabile.
A proposito di ciò, la presenza tradizionale del mercato del venerdì, ha costretto la cooperativa a un intervento immediato per raccoglierne i lasciti. E ricordando le testimonianze degli addetti in verde, per gli esercizi che a loro modo complicano la vita al servizio di pulizia, gettando mozziconi e cartacce oltre l’uscio su via Garibaldi, non riversando i sacchi dell’immondizia negli appositi bidoni, o arrivando a sporcare il Listone con poltiglie dovute alla fretta di chiudere, Musacci risponde «che c’è un gap di comunicazione. Il mio consiglio è di sviluppare un confronto a tu per tu con Hera per affrontare i casi problematici. E di conseguenza un filo diretto con dei riferimenti fisici a cui rivolgersi al bisogno. Noi del Despar sappiamo sempre chi interpellare di loro quando qualcosa non va col riciclaggio e dovrebbe essere così per tutti coloro che hanno, magari, delle perplessità e non sanno in che modo risolverle». Evitando, in sostanza, di ingigantire la questione, ma adottando un rimedio decisivo.
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