Stato di agitazione nella banca «C’è il rischio di altri sacrifici»
Stato di agitazione ma, per il momento, niente scioperi alla Cassa di Risparmio, se non «in forma più che altro simbolica». Pensano ad «iniziative di protesta» alternative, le tre sigle sindacali che...
Stato di agitazione ma, per il momento, niente scioperi alla Cassa di Risparmio, se non «in forma più che altro simbolica». Pensano ad «iniziative di protesta» alternative, le tre sigle sindacali che hanno aperto il fuoco contro i commissari per la gestione dell’accordo sul taglio dei costi al personale. Poiché si tratta di una questione legale-contrattuale, scrivono Dircredito, Fiba-Cisl e Ugl-Credito, è «opportuno demandare alle valutazioni di un giudice (con un rito veloce) la decisione sulla questione, e in tal senso abbiamo attivato le nostre strutture sindacali». Il resto si deciderà nell’assemblea del 5 agosto (ore 18, Sala Estense), che sarà «aperta a tutti i colleghi» e quindi anche agli iscritti Cgil e Fabi che non aderiscono alla protesta.
Le tre sigle hanno atteso il 31 luglio, constatando che i commissari non hanno fornito i dati mancanti (i costi di personale, consulenze, contenzioso e risparmi dei mancati stipendi), poi hanno rotto la pace sindacale. E nel piatto ci hanno messo un carico da novanta: «Ricordiamo che questi dati saranno rilevanti anche e soprattutto per affrontare il rinnovo del contratto integrativo aziendale - hanno scritto ieri - poiché l’assemblea di tutti i dipendenti decise che, pur di mantenere inalterato il contratto, si accettavano le 20 giornate di solidarietà cadauno. Per noi questa equivalenza è sempre valida, e quindi ci è indispensabile l’andamento dei costi del personale per essere in grado di affrontare le richieste dell’azienda in sede negoziale. Evidenziamo - è questo il punto deflagrante - che già nell’ultimo incontro i commissari hanno paventato il ricorso a giornate di solidarietà aggiuntive, il che per noi è inaccettabile. Ricordiamo che, assieme al piano industriale, il Cia sarà alla base delle trattativa da condurre con il futuro partner bancario della Carife, e quindi riveste particolare importanza».
Le sigle firmatarie riassumono i tagli al personale: 129 esodati, 13 uscite incentivate, 4 pensionamenti incentivati, minimo 10 giornate a testa di solidarietà a remunerazione parziale per il 2014, poi 20 a remunerazione zero dal 2015 al 2018; blocco degli straordinari; 10 filiali chiuse, residui ferie azzerati entro il 2015, massima mobilità, 64 richieste di part time autorizzate, trasferimenti da Roma (6) e forse da Napoli (30), tagli ai dirigenti. Vogliamo sapere con precisione a cos’è servito in termini di risanamento della banca, ribadiscono. (s.c.)
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