Battaglia d’agosto sul patto con l’Emilia
L’opposizione unita chiede subito un consiglio straordinario: il sindaco con il 55% non può decidere da solo le strategie
Sono disposti anche a interrompere le ferie pur di mettere in croce il sindaco Tiziano Tagliani sulle alleanze territoriali che condizioneranno «i prossimi 10-15 anni di questo territorio, ben oltre il mandato dell’attuale consiliatura». Più realisticamente, attendono una convocazione del consiglio comunale in seduta straordinaria attorno al 25 agosto, con uno sforamento tollerabile dei termini statutari rispetto ai 20 giorni previsti dal momento del deposito della richiesta, il 29 luglio. I 12 consiglieri comunali che l’hanno firmata, «tutta l’opposizione, per fortuna» ha sottolineato il promotore dell’iniziativa, Matteo Fornasini (Fi), chiedono in particolare al sindaco di «illustrare e discutere l’accordo siglato con Bologna, Modena e Reggio Emilia ed avviare un confronto ampio sulle alleanze territoriali future nella nostra città». A far infuriare le opposizioni è stata la firma, da parte del sindaco, del patto di collaborazione con le città della via Emilia, che prevede tavoli di approfondimento su sviluppo economico e razionalizzazione di servizi, avvenuta alla metà della scorsa settimana, «a consiglio comunale già in pausa estiva e senza confrontarsi con le associazioni economiche e sindacali più rappresentative nè con le altre istituzioni della città (Camera di commercio, università...)». D’accordo che Tagliani ha ottenuto il 55% dei voti, aggiunge Fornasini, ma non per questo «può arrogarsi il diritto di vincolare il territorio ad un patto strategico così impegnativo, senza dir nulla a nessuno».
Non è vero che Tagliani aveva parlato di alleanza con Bologna in campagna elettorale e in un passaggio della sua relazione consiliare, il 7 luglio? «Erano dichiarazioni d’intenti prive di contenuti, e mentre le faceva già stava stringendo rapporti con i sindaci più vicini a lui politicamente, tra l’altro in un momento di profonde divisioni interne al Pd - amplia il campo il capogruppo forzista, Vittorio Anselmi - Per quanto riguarda i temi concreti, l’area vasta emiliana rischia di essere devastante per la nostra sanità e la Scuola di medicina, che senza tutte le specialità non può sopravvivere. Vogliamo che Tagliani ci spieghi bene come vede il futuro dell’università. Noi dobbiamo rapportarci anche con il Veneto e la Romagna, e qualche buona idea ce l’abbiamo anche noi: quando presentammo in campagna elettorale la proposta di polo museale regionale con il Castello Estense fummo derisi, oggi il ministro Franceschini ci propone addirittura il polo nazionale... Del resto siamo in Galleria Matteotti, il simbolo degli errori dell’amministrazione».
L’appoggio dell’M5S alla “ribellione d’agosto” è spiegato da Alessandro Bazzocchi con «la nostra attitudine alla trasparenza e cultura partecipativa, alleanze e strategie sono sicuramente un tema da dibattere e condividere il più possibile». L’altro consigliere Federico Balboni sottolinea poi che «gli amministratori Pd hanno il vizio di fare tutto d’estate (vedi la nomina di Paramucchi alla Holding), quando si suppone che la gente sia più distratta. Forse ci sono ottime ragioni per allearsi con quelle quattro città, ma non ce le spiegano».
Per il consigliere di lungo corso Giovanni Cavicchi (Lega), «c’è sempre stata una dipendenza del gruppo dirigente ferrarese ai diktat di Bologna, bisogna tentare di svincolarsi da lì prima di trovarci obbligati a seguire le loro strategie. Ma del resto il sindaco ultimamente è troppo impegnato a spazzare davanti a casa sua...». «Ci deve rispetto, le strategie vanno elaborate con tutti» rincara la dosa Paola Peruffo (Fi).
E sul tema area vasta sanitaria interviene anche il Comitato salvaguardia dell’ospedale del Delta, che chiede a Comune e Regione lumi sullo screening al collo dell’utero, la prima “vittima” delle fusioni territoriali.
Stefano Ciervo
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