Il meteo che cambia Un luglio da record per le piogge in città
I dati su temperature e precipitazioni di un’estate anomala. Fazzini (Unife): impressionante sequenza di maltempo
FERRARA. «Un’estate come questa non la ricordiamo da tempo». È questa una frase ricorrente della gente. Chiaramente, le sensazioni che riguardano tempo atmosferico e clima sono puramente soggettive, spesso fuorvianti ma in questo caso i numeri confermano inesorabilmente tali sensazioni. È stato il luglio più perturbato o meglio più instabile dell'ultimo ventennio.
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Analizzando i dati pluviometrici relativi alla stazione meteorologica di Ferrara, si scopre che nel mese appena terminato sono caduti circa 130 millimetri di acque a fronte di una media recente prossima ai 40 mm. Ma quello che più impressiona è la frequenza del numero di giorni piovoso: ben 10, con precipitazioni superiori a 1 millimetro a fronte di una media di circa 4.
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Dunque , è piovuto un giorno ogni 3 e cio si può senza alcun dubbio definire “eccezionale”. Oltretutto, analizzando i dati degli ultimi anni, si nota che a fronte di precipitazioni mensili intorno alle medie, la stragrande maggioranza degli apporti pluviometrici si verificavano in un solo giorno - spesso caratterizzato da eventi convettivi - e i restanti giorni con precipitazione segnalavano apporti molto bassi. Anche quest'anno, a dire la verità, il 50% circa della cumulata mensile si è concentrato tra il 29 ed il 30 del mese ma in altri tre giorni si sono registrati almeno 10 millimetri di pioggia.
Quanto alle temperature, tutti evidenziano che è stato un mese molto fresco e quasi mai si è dovuti ricorrere all'uso del condizionatore. I dati confermano queste evidenze. Il mese si chiude con una temperatura media di circa 23,6°, di circa un grado inferiore alle medie del trentenni o1971-2000 e di 2°C inferiore a quella dell'ultimi decennio. Quello che colpisce maggiormente è la scarsa frequenza dei giorni molto caldi (con massime superiori ai 32°C) -"appena" 6, contro una media di 14 - e delle notti tropicali (solo 5 in centro città. Ma di chi è la colpa o magari il merito di questo luglio mite? Della reiterata assenza dell'anticiclone delle Azzorre che latitando in aperto oceano Atlantico non ci ha mai protetti dal passaggi delle perturbazioni provenienti dall'Atlantico. Ci si è come dire ritrovati in un dominio climatico dinamico piu simile a quello della Francia che della pianura Padana. Certo, le ripercussioni sull'impianto turistico costiero sono stati enormi ma un punto a favore di questa strana estate 2014 sta nel risparmi odi energia dovuto allo scarso utilizzo dei climatizzatori.
Infine, relativamente alla polemica molto sentita esistente fra operatori turistici e del campo agricolo e meteorologi, mi sia consentito di sottolineare ciò che affermo da tempo: la meteorologia è una scienza basata sulla teoria del caos e dunque già di per se passibile di errori talora grossolani anche a brevi scale temporali ma se a cio si assomma la scarsa professionalità che si ritrova in alcuni siti “meteo commerciali” allora la frittata è fatta. Occorre iniziare ad entrare in una mentalità “globale”, in cui il comune piuttosto che l'associazione turistica deve rivolgersi agli enti o ai professionisti che fanno scienza con elevata attendibilità e potranno giustificare eventuali errori in fase previsionale.
*Climatologo di Unife
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