L’anfetamina nel frigo Arrestati due giovani
Finiscono nei guai un meccanico di 23 anni di Ostellato e una ragazza di 21 L’operazione anti-spaccio durante un controllo notturno a Pinarella di Cervia
OSTELLATO. Un controllo effettuato dalle forze dell’ordine è costato caro, l’altra sera, a due giovani - un ragazzo e una ragazza - che sono stati arrestati. I guai per i due sono iniziati quando, durante un servizio coordinato nella zona dei locali notturni di Pinarella di Cervia, nel Ravennate, sotto una panchina e' stato recuperato un involucro che conteneva 13 dosi di hascisc. Poco dopo nel frigorifero della casa del centro di Ravenna nella quale i due giovani abitano, le forze dell'ordine hanno trovato 40 grammi di anfetamina (l'anfetamina è un farmaco con proprietà anoressizzanti e psicostimolanti, ma è anche una droga).
Ad aggravare il quadro accusatorio anche altri 78 grammi di hascisc, due piccole bilance di precisione ancora sporche di stupefacente, così come un coltellino e materiale usato di solito per il confezionamento delle dosi.
Per questo, come si diceva, la scorsa notte sono stati arrestati due ragazzi finora incensurati: si tratta di una 21enne nata a Mirandola e residente a San Felice sul Panaro (Modena), ma domiciliata a Ravenna, città dove studia alla facoltà di ingegneria edìle, e di un meccanico 23enne nato a Portomaggiore ma residente ad Ostellato, disoccupato da un paio di mesi dopo avere lavorato per una ditta di Bologna e ora domiciliato nella città romagnola assieme alla studentessa.
Ai due si è arrivati nel corso di un controllo anti-spaccio interforze, che ha cioè coinvolto la Squadra Mobile, la Guardia di finanza e i carabinieri della compagnia di Cervia-Milano Marittima.
Ad un certo punto, quando gli agenti si sono avvicinati a un gruppetto di giovani seduti su una panchina di via del Tritone, hanno notato vicino ai piedi della ragazza poi arrestata l'involucro con le prime dosi di hascisc. Ad esplicita domanda, la 21enne ha ammesso che in effetti custodiva altra roba in casa.
Davanti al giudice Corrado Schiaretti e al pm Simona Bandini, i due, dopo essersi avvalsi della facoltà di non rispondere, con l'avvocato Michele Dell'Edera, hanno patteggiato un anno e mezzo di carcere, con pena sospesa e non menzione, per tornare liberi subito dopo.
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